17 febbraio 2017

I principi di Asilomar per l'Intelligenza Artificiale

Dal sito del Future of Life Institute
Ho liberamente tradotto i gia' segnalati ventitre principi di Asilomar per lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale (IA). Al momento, piu' di mille scienziati del settore li hanno sottoscritti (nonche' quasi duemila altre persone non attive nel settore). Ecco il sito con il documento e la raccolta di firme https://futureoflife.org/ai-principles/ e la mia traduzione:

L'intelligenza artificiale ha già fornito strumenti utili che vengono utilizzati ogni giorno da persone in tutto il mondo. Il suo continuo sviluppo, guidato dai seguenti principi, offrirà incredibili opportunità per l'umanita' nei decenni e nei secoli a venire.

Problemi di ricerca

1) Obiettivo della ricerca: l'obiettivo della ricerca sull'Intelligenza Artificiale [IA] non dovrebbe essere quello di creare un'intelligenza non-orientata [neutrale, indifferente], ma un'intelligenza benefica.

2) Finanziamento della ricerca: gli investimenti nel settore dovrebbero essere accompagnati da finanziamenti per la ricerca mirata a garantirne l'uso benefico, comprese le questioni spinose in informatica, economia, diritto, etica, e studi sociali, come ad esempio:

  • Come possiamo rendere i futuri sistemi di IA estremamente robusti, in modo che facciano quello che vogliamo, senza malfunzionamenti e senza che siano hackati?
  • Come possiamo far crescere la nostra prosperità attraverso l'automazione, senza marginalizzare gli esseri umani?
  • Come possiamo aggiornare i nostri sistemi giuridici in modo che siano più equi ed efficaci, per tenere il passo con l'IA e per gestirne i rischi?
  • Quale insieme di valori dovranno seguire le IA, e quale stato etico-legale dovranno avere?

3) Rapporto scienza-politica: sara' necessario un livello di interazione sano e costruttivo tra i ricercatori di intelligenza artificiale e la classe politica.

4) Cultura della ricerca: una cultura basata su cooperazione, fiducia e trasparenza dovrebbe essere promossa tra i ricercatori e gli sviluppatori di IA.

5) Evitare la competizione: i gruppi di ricerca dovrebbero cooperare attivamente per evitare di prendere scorciatoie sugli standard di sicurezza.

Etica e Valori

6) Sicurezza: i sistemi di IA devono essere sicuri e protetti per tutta la loro vita operativa - e verificabilmente, quando necessario e fattibile.

7) Mancata trasparenza: se un sistema di intelligenza artificiale provoca danni, dovrebbe essere possibile accertarne il motivo.

8) Trasparenza giudiziaria: qualsiasi coinvolgimento da parte di un sistema di IA giuridico autonomo dovrebbe essere in grado di fornire una spiegazione soddisfacentemente [per le proprie decisioni] verificabile da un'autorità umana competente.

9) Responsabilità: progettisti e costruttori di sistemi avanzati di IA sono parti interessate nelle implicazioni morali del loro uso, abuso ed azioni, con la responsabilità e l'opportunità di plasmare tali implicazioni.

10) Allineamento dei valori: i sistemi di IA autonomi dovrebbe essere progettati in modo che i loro obiettivi e comportamenti possano essere affidabilmente allineati con i nostri valori in tutto il loro funzionamento.

11) Valori Umani: i sistemi di IA devono essere progettati e gestiti in modo di essere compatibili con gli ideali di dignità umana, dei diritti, della libertà e della diversità culturale.

12) Privacy: sara' necessario garantire il diritto di accedere, gestire e controllare i dati generati dagli utenti, dato il potere dei sistemi di IA di analizzare e utilizzare tali dati.

13) Libertà e Privacy: l'applicazione di IA ai dati personali non deve irragionevolmente limitare la libertà delle persone (reale o percepita).

14) Condivisione dei benefici: le tecnologie di IA dovrebbero beneficiare e potenziare il maggior numero di persone possibile.

15) Prosperità condivisa: la prosperità economica creata dall'IA deve essere condivisa, in linea di massima, a beneficio di tutta l'umanità.

16) Controllo umano: gli esseri umani dovrebbero scegliere come e se delegare le decisioni di sistemi di IA, per raggiungere gli obiettivi da loro scelti.

17) Non-eversione: il potere conferito dal controllo dei sistemi di IA altamente avanzati dovrebbe rispettare e migliorare, piuttosto che sovvertire, i processi sociali e civili da cui dipende la salute della società.

18) Corsa agli armamenti: una corsa agli armamenti in armi letali autonome dovrebbe essere evitata.

Problemi a lungo termine

19) Capacità: non essendoci un consenso, dovremmo evitare di supporre quali possano essere i limiti superiori delle future capacità dell'IA.

20) Importanza: l'arrivo delle IA avanzate potrebbero rappresentare un cambiamento profondo nella storia della vita sulla Terra, e dovrebbe essere pianificata e gestita con l'attenzione e le risorse necessarie.

21) Rischi: i rischi associati ai sistemi di IA, in particolare i rischi catastrofici o esistenziali, devono essere oggetto di pianificazione e mitigazione commisurati con il loro potenziale impatto.

22) Auto-miglioramento ricorsivo: i sistemi di IA progettati per auto-migliorarsi ricorsivamente o auto-replicarsi in un maniera tale da portare ad un rapido aumento della loro qualità o quantità, devono essere soggetti a severe misure di sicurezza e di controllo.

23) Bene Comune: la Superintelligenza dovrebbe essere sviluppata solo al servizio di ideali etici ampiamente condivisi e per il beneficio di tutta l'umanità, piuttosto che di un singolo Stato o organizzazione.

15 febbraio 2017

Un mese per la ricerca anti-invecchiamento - aggiornamento


Ho gia' segnalato che la campagna di crowdfunding della CellAge per la ricerca sulle cellule senescenti stava procedendo piu' lentamente di quanto sperato (vedi i miei due articoli precedenti linkati qui sotto). Ora vedo che l'obiettivo e' stato ridotto a 20.000 dollari (dai 40.000 iniziali) e che LongeCity raddoppiera' le vostre donazioni (fino al 18 febbraio), se donerete tramite questa pagina sul loro sito.

Puoi donare anche solo cinque dollari.. dai, fai qualcosa di longevista!

Su Estropico blog:

Un mese per la ricerca anti-invecchiamento
Un regalo di Natale alla ricerva anti-invecchiamento contro le cellule senescenti

11 febbraio 2017

Il Manifesto fondativo dei transumanisti italiani (Network H+)


Segnalo che il Network dei Transumanisti Italiani ha appena pubblicato il Manifesto Fondativo dei Transumanisti Italiani. Ripubblico il tutto qui sotto per dargi ulteriore risalto (e perche' due piattoforme sono meglio di una).

TRANSUMANESIMO - accelerare l’evoluzione autodiretta per trascendere i limiti naturali

Manifesto Fondativo

[ versione 1.0 ]

“L’unico modo per affrontare un mondo non libero è quello di diventare così liberi che la vostra stessa esistenza diventi un atto di ribellione.”
- Albert Camus

"Noi siamo i giudici supremi e indiscutibili dei valori e nel mondo dei valori, la Natura è solo una di molte parti. Quindi, nel mondo dei valori, noi siamo più importanti della Natura… In questo reame noi siamo il Re e degradiamo la nostra regalità se ci inchiniamo di fronte alla Natura."
- Bertrand Russell

"Io credo nel transumanesimo: quando questo sarà affermato con convinzione da un numero sufficiente di persone, la specie umana sarà sulla soglia di nuovo tipo di esistenza, tanto diverso dal nostro quanto il nostro è diverso da quello dell'Homo Erectus. Ed è allora che, finalmente, l'uomo comincerà a realizzare con piena consapevolezza il suo vero destino."
- Julian Huxley

"L’Uomo non più centro dell’universo, come avevamo ingenuamente creduto - ma, il che è assai più bello, l’Uomo freccia ascendente della grande sintesi biologica.”
- Pierre Teilhard de Chardin


1. La nostra visione antropologico - filosofica e la nostra matrice umanistico - illuminista:

Prevediamo che il progresso scientifico e tecnologico rivoluzionerà, nei prossimi decenni, la condizione umana: la convergenza di biotecnologie e genetica, nanotecnologie e robotica, intelligenza artificiale e neuroscienze, permetterà di trascendere le nostre limitazioni e dunque di emanciparci da - e in prospettiva abolire - vincoli e processi naturali quali invecchiamento, invalidità, malattia, scarsità, morte, nonché di incrementare le nostre capacità fisiche e cognitive.

Siamo convinti che trascendere i limiti naturali attraverso la tecnologia sia una tendenza e un destino dell'umanità che porterá alla progressiva eliminazione di sofferenze involontarie oggi date per inevitabili e all’espansione della nostra intelligenza nel cosmo.

Il superamento dei limiti naturali va ottenuto con un utilizzo migliore possibile delle tecnologie emergenti in un’ottica di “pro-azione” ossia guidati da un’etica responsabile ma non proibizionista.

Il Transumanesimo poggia su un saldo fondamento umanistico-illuministico, da cui trae numerosi valori e ideali (una generale fiducia nel progresso, il dominio tecnologico sulla natura, il metodo dell’indagine scientifica, il superamento della superstizione e dell'autoritarismo, la ricerca di nuove forme partecipative di governo, la centralità etica dell'autodeterminazione umana, etc.),  riformulandoli alla luce delle nuove conoscenze e in direzione di un affrancamento generale dai vincoli naturali mediante scienza e tecnica eticamente orientate.

Il transumanista è quindi colui che si ribella attivamente all’ordine naturale per controllarlo e plasmarlo, attraverso mezzi tecnici e morali, al fine di massimizzare il benessere di ogni essere senziente ed emancipare l’umanità dai vincoli biologici e naturali; di conseguenza, nella prospettiva transumanista gli individui cessano di essere ciechi strumenti del caso o della necessità e diventano artefici coscienti della propria libertà.

Il Transumanesimo si pone quale fronte avanzato dell’Umanesimo, configurandosi dunque come un iperumanesimo, giacché si basa su un approccio eminentemente scientifico e razionale, volto all’emancipazione dell’essere umano dalla tirannia dei limiti imposti dalla Natura.

L’essere umano, dotato di intelligenza in grado di migliorare se stesso attraverso la tecnica, è l’unico animale che non si limita ad adattarsi alla natura ma si rapporta ad essa per trascenderla; a qualificare l'eccezionalità umana, nel regno animale, non è dunque tanto una singola facoltà fisica o psichica specifica (postura eretta, pollice opponibile, linguaggio simbolico, sentimento empatico, etc.) quanto quell’insieme fisico-cognitivo, maggiore della semplice somma delle singole facoltà specifiche, grazie al quale si generano per l’essere umano nuove possibilità nella dimensione spirituale e materiale.

La differenza tra uomo e animale, di conseguenza, sta nel diverso modo di rapportarsi al suo ambiente: l’animale si limita ad adattarsi all’ambiente naturale, mentre l’uomo tende ad adattare l’ambiente naturale a se stesso, padroneggiandolo e plasmandolo con gli strumenti della tecnica. Questa capacità eccezionale, che possiamo definire “intelligenza automigliorativa”, ci rende creature speciali nell’universo; in tale quadro la tecnica è la modalità di trascendenza più potente di cui disponiamo per modificare la natura a nostro vantaggio, estendere le nostre possibilità operative, alterare l’ambiente e la biologia, e in definitiva trasformare profondamente la condizione umana e il mondo circostante.

Siamo il prodotto di una co-evoluzione simbiotica: la tecnica - concetto con cui ci riferiamo a tutto quanto è prodotto dall'intelligenza automigliorativa - retroagisce sulla biologia umana, la quale, di conseguenza, non è solo il presupposto, ma anche il prodotto di se stessa, oltre che naturalmente dell’ambiente e della genetica.

Nel corso della sua storia evolutiva, la tendenza dell’Uomo è sempre stata, fin dai primordi, quella di trascendere i limiti naturali e di alterare la propria nicchia ecologica; tale tendenza ci contraddistingue in modo unico da tutte quelle forme di vita che si limitano a un adattamento selettivo all’ambiente naturale. Da questo punto di vista, “transumanesimo” indica anche quel fenomeno millenario per cui fin dalla preistoria tendiamo a potenziare la nostra umanità - quindi la nostra forza, la nostra saggezza, la nostra empatia - con gli strumenti tecnici che generiamo grazie alla nostra intelligenza.

L’Uomo non è un’entità compiuta ma un “progetto aperto” in quanto si presenta fin dalle sue origini come quell’essere che, per sua natura, si protende e proietta verso il suo ‘dover essere’, ribellandosi alle restrizioni imposte dall’eredità naturale. Questa profonda aspirazione a diventare “quel che ancora non è”, questa tendenza a trascendere se stesso, fa appunto dell’Uomo un essere essenzialmente progettuale. Sotto questa luce, l’Uomo con la sua capacità di immaginare e costruire liberamente (dunque, anche sbagliando) ciò che ancora non è, può allora essere visto come un’entità cosciente che trascende continuamente se stessa.

Se la qualità distintiva della natura umana va individuata proprio nella capacità di trascendere i limiti naturali, allora ciò significa che non esiste una forma immutabile dell’umanità, definita - nel bene e nel male - dalla Natura o da Dio. Ed è proprio in questo non lasciarsi determinare dalla propria finitudine, in questa continua riprogettazione del proprio essere, che l’uomo sperimenta e realizza la sua libertà, la sua natura specificamente umana.

Se la tecnica e l’uomo sono legati in modo co-essenziale, allora non è corretto affermare, come spesso si fa, che la tecnica ci “disumanizza”: al contrario, possiamo ben affermare che è proprio la tecnica - quando non utilizzata a fini distruttivi - a renderci autenticamente umani.

Il vertiginoso avanzamento tecnologico e la convergenza dei settori nano-bio-info-cogno (NBIC) ci condurranno nei prossimi decenni a un fase dirompente della nostra storia, ovvero a una discontinuità evolutiva radicale che si può definire come “esplosione di intelligenza”, manifestazione evidente della “tecnotrascendenza”, ossia della trascendenza attraverso la tecnologia, che noi esseri umani abbiamo la responsabilità di guidare in modo intelligente.

L’accelerazione tecnologica dischiude uno scenario senza precedenti, vale a dire la possibilità per l’essere umano di superare l'evoluzione basata sulla selezione naturale e di approdare a un’evoluzione autodiretta, ossia guidata dall'intelligenza.

Se il Transumanesimo vuole candidarsi a promuovere una rinascita illuminata dell'umanità, attraverso un'applicazione intelligente della tecnologia, allora esso non può che fondarsi su un'etica razionale e universalistica che trascenda i particolarismi al contempo difendendo e valorizzando le diversità individuali e culturali.

La piena realizzazione del Transumanesimo richiede che, idealmente, tutti abbiano l'opportunità di accedere alle nuove possibilità dischiuse dal progresso scientifico e tecnologico; sarebbe quindi sub-ottimale, e insoddisfacente dalla prospettiva transumanista, se tale possibilità fosse limitata o riservata a una ristretta élite di persone.

Il Transumanesimo intende, in definitiva, estendere a tutti benefici e vantaggi della tecnologia, minimizzando, per quanto possibile, costi e rischi.

2. La nostra risposta al fronte bioconservatore e neoluddista

Il Transumanesimo si pone quale baluardo culturale, di fronte agli attacchi neoscurantisti dell'eco-fondamentalismo e dell'integralismo religioso, che vorrebbero la sottomissione dell'Uomo a presunti limiti naturali e/o alla volontà divina.

Se c’è una cosa oggi evidente è che il progresso tecnologico è in grado di spostare continuamente in avanti le frontiere della vita e della morte, dunque quel che fino a poco tempo fa appariva imposto dalle dure leggi della necessità o dall'imperscrutabile volontà divina, si trasforma, grazie alla tecnica, in oggetto e progetto di scelta; rivendichiamo il nostro diritto ad avvalerci della tecnica per prendere in mano le redini del nostro destino.

Il rifiuto della tecnica tout court (approccio luddista) o una forte limitazione della stessa (approccio precauzionale) ha conseguenze di gran lunga peggiori in termini di qualità della vita rispetto a un approccio proattivo volto a sperimentare, modificare, migliorare e ottimizzare il mondo, la società e l’Uomo, non proibendo o limitando la tecnologia, ma indirizzandola in modo costruttivo sulla base di un’etica salda e forte.

Ogni strumento tecnologico comporta dei costi e dei rischi, che non possono essere scissi dai suoi effettivi o potenziali benefici; a tal riguardo riteniamo che il modo più corretto ed efficace di gestire e regolare una tecnologia non è quello di arrendersi alla sua possibile pericolosità, rinunciare ad essa o peggio metterla al bando; ma è, viceversa, quello di svilupparla, perfezionarla e monitorarla, in modo trasparente e pubblicamente valutabile, così da guidarla verso scopi morali ed umanitari.

C'è chi afferma e sostiene, direttamente o indirettamente, un'acritica accettazione e un conseguente adeguamento alle leggi evoluzionistiche naturali, incorrendo in quella che, nel discorso metaetico, è nota come "fallacia naturalistica". Tale fallacia consiste nel far derivare, in modo indebito, “ciò che deve essere” da “ciò che è”; adottando questo punto di vista si ritiene che il progresso della scienza e della tecnologia rappresentino una minaccia all’ordine naturale delle cose; si elogia tutto ciò che è “naturale” come sano e benigno, e al contempo si condanna tutto ciò che è “artificiale” come nocivo e sgradevole. In tal modo si finisce per misconoscere ciò che ci rende autenticamente umani, vale a dire proprio la tendenza e la volontà di non sottostare passivamente al portato negativo del processo naturale cieco e amorale (malattia, sofferenza, invecchiamento, predazione, morte, scarsità, disastri naturali, ecc.).

Apprezziamo in ogni caso l’incredibile varietà e le meraviglie che la realtà ci presenta, e dopotutto, noi operiamo nell’Universo seguendo le sue leggi fisiche, e mai in violazione di esse; ergo ciò che facciamo, ciò che produciamo, è per definizione “naturale”, proprio come tutto il resto.

Appellarsi, ed adeguarsi, a un idea fallace di Natura e/o a una correlativa presunta immutabilitá della natura umana può avere conseguenze nefaste e deleterie per il progresso dell’umanità, non solo sotto il profilo tecnologico, ma anche e soprattutto sotto quello morale, in quanto ci costringerebbe a seguire binari già predeterminati, abdicando alla nostra creatività e rinunciando alla possibilità di esplorare nuovi sentieri. Il concetto di Natura, troppe volte antropomorfizzato  e strumentalizzato, va depurato da ogni concezione volontaristica. Ad esempio, nella vulgata corrente noi esseri umani dobbiamo morire perché così ha deciso la Natura, quando in realtà la morte rappresenta solo una strategia, evolutivamente selezionata, per sviluppare e differenziare le specie nel corso dell’evoluzione; del resto, la Natura stessa e il processo evolutivo generale non escludono affatto, in astratto, la possibilità di un potenziamento umano o di una longevità estrema, fino a toccare i confini di una vera e propria immortalità fisica.

Abdicare alla possibilità di guidare la propria evoluzione significherebbe per l'Uomo da un lato, quale specie, accettare passivamente la sua estinzione, dall'altro, quale individuo, accettare passivamente di continuare ad essere un semplice anello senza senso nella lunga catena delle nascite e delle morti.

Il concetto di "hybris", a cui solitamente si richiamano ideologie bioconservatrici e neoluddiste, rappresenta una strenua difesa dello status quo in quanto comporta l’accettazione di quelli che sarebbero limiti invalicabili a cui dobbiamo sottostare per rimanere “autenticamente umani” (un esempio è il noto adagio: “solo la morte dà senso alla vita”); per queste ideologie la dignità dell’uomo non consisterebbe nel suo continuo tentativo di perfezionarsi, ma nell'accettazione passiva di vincoli e impalcature naturali che non si possono mettere in discussione.

La nozione di "leggi naturali" o di "ordine  naturale" è da tempo anche una delle basi di alcune correnti del pensiero ambientalista reazionario che ha, come suo pericoloso corollario, l'anti-umanismo; riteniamo che una combinazione di nazionalismo, autoritarismo e desiderio di guide carismatiche, legittimata da una ”ecologia” mistico - biologicista o da un “razzismo spirituale”, possa potenzialmente produrre una vera e propria catastrofe sociale.

Sono inoltre inconciliabili con i nostri ideali umanitari tutte quelle ideologie criptofasciste che sostengono un comunitarismo tradizionale e identitario volto al potenziamento e alla segregazione etno-razziale; l’enfatizzazione della peculiarità nazional-popolare, l’ossessione per un nemico assoluto interno o esterno, l’esaltazione di singoli uomini carismatici che fanno leva sulla retorica emozionale, rischia di produrre quei recinti tribali ed etnici che portano al conflitto tra civiltà e a potenziali autoritarismi.

Viceversa, riconosciamo che fin dai suoi primordi l'Uomo è ricorso alla religione, nelle sue variegate espressioni, per coltivare il suo ideale di liberazione dalla sofferenza, dalle miserie e dalla morte. Siamo dunque convinti che sussista una sostanziale compatibilità tra una certa tradizione religiosa e la filosofia transumanista, nella misura in cui entrambe condividono, implicitamente o esplicitamente, un’autentica aspirazione a trascendere i limiti naturali, nonché la speranza che si possa rimediare al senso di insoddisfazione e di finitudine, che gli esseri autocoscienti invariabilmente provano, in vista di un perfezionamento e rinnovamento morale e spirituale universale. Seppur generalmente in disaccordo sui rispettivi mezzi e approcci, entrambe possono dunque convergere - laddove vi siano le condizioni culturali e sociali - nella comune finalità di valorizzare ed elevare la dimensione umana; pertanto guardiamo con favore  all’instaurazione di un dialogo fecondo e un confronto aperto, senza discriminazione alcuna, con tutti coloro che hanno a cuore il presente e futuro dell’Umanità.

3. La nostra posizione su ideologie e correnti che distorcono la prospettiva transumanista

Affermiamo la nostra totale opposizione a ideologie e filosofie di matrice anti-umanista che tentano di inquinare o distorcere il movimento cercando di proporsi come Transumanesimo tout court.

E’ necessario rimediare alla lacuna etica che caratterizza il pensiero transumanista proponendo una robusta e coerente cornice etica che non offra spazio alcuno a chi intende sfruttare il Transumanesimo per propagandare ideologie anti-umaniste.

Il Transumanesimo rifiuta, in modo fermo e deciso, sia una società di tipo esclusivamente individualista in cui l'accesso alle nuove tecnologie dipenda soltanto dalle disponibilità economiche individuali, sia una società di tipo organicista-collettivista in cui le scelte siano demandate ai vertici e i ruoli siano fissati su base biologica. Entrambi gli scenari, seppur diametralmente opposti, sono caratterizzati dalla emersione di élite cleptocratiche e parassitarie che distorcono i controlli sociali per preservare il loro potere. Tali scenari non solo vanno rifiutati per le loro conseguenze, ma vanno anche considerati strutturalmente incompatibili con il Transumanesimo, giacché finiscono per rendere gli individui nuovamente oggetti (mezzi), e non soggetti (fini).

Per tali motivi, interventi sul corpo, sulla linea germinale e/o mediante tecniche di ibridazione uomo-macchina, non possono essere lasciati né al totale arbitrio del singolo individuo (individualismo estremo) né della singola comunità (comunitarismo estremo); al fine di evitare un improprio utilizzo della tecnologia, tale da provocare una potenziale catastrofe per l'umanità, devono essere invece elaborate linee guida a livello sovranazionale vincolanti per individui e comunità.

Il Transumanesimo, rivendicando la sua matrice umanista e illuminista, è altresì incompatibile con il postumanesimo - nell'accezione postmoderna del termine, tendente al superamento della centralità dell’uomo - concezione in contraddizione con quell'idea di Transumanesimo originario ("l'uomo che rimane umano ma che trascende se stesso" di J. Huxley) che pone invece al centro della sua azione il miglioramento della condizione umana, perciò qualificandosi non come liquidazione dell'Umanesimo ma, al contrario, quale fronte avanzato dello stesso.

Sosteniamo un Transumanesimo che non sia una filosofia di "abolizione dell’umano", come vorrebbe una certa vulgata post-moderna, bensì sia un’emancipazione - grazie all’intelligenza automigliorativa propria dell’uomo - dai limiti biologici e naturali; dato che a qualificare l’eccezionalità dell’essere umano è appunto l’intelligenza automigliorativa, e non la sua forma fisica o razziale o sessuale, proponiamo di abbandonare l’abusato e ambiguo concetto di “post-umano”, giacché crea più confusione che chiarezza, e di adottare per il futuro quello di “umano post-naturale”, in grado di indicare in modo più efficace e intelligibile la peculiare tendenza dell’essere umano a superare progressivamente i suoi limiti naturali originari, in particolare attraverso il passaggio da un’evoluzione per selezione naturale, cieca e casuale, a una autodiretta, consapevolmente orientata e guidata dall’intelligenza e dall’etica.

In breve, il Transumanesimo non intende affatto liquidare o superare l’umano, ma mira a realizzarne le sue illimitate potenzialità ancora perlopiù inesplorate e inespresse.

Il relativismo gnoseologico, e di conseguenza anche il relativismo etico, che deriva dal pensiero postmoderno, si situa agli antipodi dall’approccio scientifico-razionale che in quanto transumanisti  vogliamo invece incarnare; a qualificare il postmodernismo, infatti, è una propensione relativistica, ovverosia la negazione della possibilità di uno spazio etico comune e la tendenza ad accogliere (e giustificare) tutti i punti di vista, senza produrre criteri di giudizio che permettano di preferire un discorso rispetto a un altro, o di esprimere un giudizio di valore su determinati fatti o comportamenti rispetto ad altri.

Crediamo che non si possa ancora indulgere nel “pensiero debole”, o peggio in forme più o meno accentuate di nichilismo, in quanto finiscono per generare posizioni immobilistiche e oscurantiste, ma sia invece fondamentale proporre un pensiero che, facendo tesoro dell’emancipazione umana ottenuta grazie alla razionalità filosofico-scientifica, si faccia portatore di forti istanze di cambiamento: in breve di un pensiero che abbia l’aspirazione a progettare il futuro e non solamente a ratificare, o accettare, l’esistente.

Si profilano due approcci che - al di là di una vaga assonanza, sull’idea del superamento dell'attuale condizione umana - divergono profondamente in termini ontologici, antropologici ed etico-morali: da una parte il post-umanesimo (o post-umanismo), di matrice postmoderna, dall'altra l’iper-umanesimo, che si innesta nel solco della tradizione umanista e illuminista.

Il post-umanismo, prendendo le mosse in modo eclettico dalla tradizione del pensiero anti-umanista novecentesco, respinge la centralità dell'essere umano nell'ambito della natura e considera la conoscenza scientifica priva di intrinseco valore; proclamando la "morte” del soggetto e dell'uomo, il postumano si configura come perdita di ogni qualità e valore distintivo umano.

Al contrario il Transumanesimo, che è strutturalmente iper-umanista, lungi dal distruggere il valore della "persona" (la quale non si fonda sul mero dato biologico, bensì sulla capacità di manifestare, in atto o in potenza, un’intelligenza automigliorativa), pone l'individuo autocosciente  al vertice di un universo (naturale e morale) in cui possa compiutamente autodeterminarsi e autorealizzarsi una volta affrancato dai vincoli naturalistico-evoluzionistici; affermando peraltro tale valore in modo ancora più deciso e, in prospettiva, esteso a qualunque eventuale e potenziale forma di vita autocosciente.

Il tentativo di alimentare e sfruttare l’equivoco terminologico e semantico tra “postumanesimo” e “transumanesimo”, portato avanti da parte di alcuni sedicenti transumanisti (in realtà “antiumanisti tecnofili”) risulta così strumentalmente funzionale all’obiettivo di far passare artatamente per “transumanesimo” quella che è invece un’aberrante ideologia volta a distruggere non solo il valore, ma l’idea stessa di “persona umana”, nonché ferocemente critica delle idee di ragione, di uguaglianza e di libertà (tutti principi fondanti della cultura umanista). Tale operazione distorsiva, pur mirando a un obiettivo tanto radicalmente quanto evidentemente incompatibile con la valorizzazione dell'umanità cui mira l’originario ideale transumanista, cionondimeno è potenzialmente in grado di arrecare un enorme danno (sotto certi aspetti persino potenzialmente esiziale), di immagine e non solo, al movimento nel suo complesso.

Rifiutiamo, inoltre, il biocentrismo, altra forma diffusa di anti-umanesimo: chi assume l'equivalenza morale tra l’uomo e gli altri animali in nome di un presunto egualitarismo ontologico sta disconoscendo la vera essenza della natura umana e sta condannando l’essere umano ad essere sopraffatto dalle forze avverse naturali. L’etica, infatti, non discende dalle somiglianze evolutive con altri esseri viventi, bensì dalla prerogativa, unica e specifica dell'uomo, di poter prendere le distanze dalla finalità naturale immediata, da cui deriva una speciale responsabilità (anche nei confronti degli altri esseri viventi e più in generale dell’ecosistema): ergo il comportamento etico si basa proprio sul riconoscimento di questa eccezionalità umana rispetto agli altri animali.

Seppur siamo contrari a ogni equiparazione morale tra umani ed animali, pensiamo sia comunque doveroso tutelare gran parte delle forme di vita, e in particolare quegli animali che manifestano facoltà simili o vicine a quelle umane; in generale, siamo fautori del benessere di tutti gli esseri senzienti, mentre riconosciamo l'uguaglianza e la libertà di tutte le forme di vita autocoscienti.

Sono da sostenere, in modo risoluto, iniziative e politiche pro-attive che incoraggino un'applicazione intelligente delle tecnologie a beneficio di tutti, anche delle forme di vita animale, e sono da contrastare invece politiche e ideologie neoluddiste, oscurantiste e populiste che costituirebbero per l’umanità il massimo rischio di ritorno alla barbarie.

In definitiva, il Transumanesimo non aspira, a differenza del Postumanesimo, a una dissoluzione o un appiattimento dell’umano nell’ordine naturale, bensì proprio a una sua emancipazione dai vincoli imposti dal suddetto ordine, in direzione di una valorizzazione ed elevazione umana attraverso la possibilità aperte dalla tecnologia.

4. Il valore della libertà come essenza e finalità del transumanesimo

L'arco della storia umana è caratterizzato dalla ricerca di nuove opzioni ossia dalla tensione verso una sempre maggiore libertà. Ogni nuova invenzione e tecnologia è potenzialmente in grado di ampliare le nostre opzioni esistenziali, moltiplicare i modi di esistere ed agire, aumentare le opportunità per ogni individuo ed espandere dunque il grado di libertà umana.

Il Transumanesimo, inteso come emancipazione progressiva dai nostri limiti naturali, si presenta come una concezione innovativa che promuove ed afferma un profondo ideale di libertà esistenziale teso a trascendere quei vincoli di ordine naturale che, insieme a quelli di ordine sociale, tengono sotto scacco le potenzialità umane, affinché ogni individuo possa autodeterminarsi e autorealizzarsi nel pieno rispetto della libertà altrui.

Il Transumanesimo non si limita semplicemente a favorire l’applicazione della tecnologia per elevare le potenzialità umane, ma intende promuovere anche una solida riflessione etica affinché qualsiasi alterazione del processo evolutivo non causi una diminuzione della libertà individuale.

L’autodeterminazione rappresenta un valore etico fondamentale del Transumanesimo, il quale - sotto questo profilo -  può essere interpretato come una vera e propria “dichiarazione di indipendenza” dell’individuo contro la tirannia del processo evolutivo naturale, che condanna gli individui delle varie specie ad essere anelli insignificanti nella infinita catena delle nascite e delle morti. Il principio di autodeterminazione rappresenta infatti, a livello individuale, il riflesso e il portato, a livello aggregato, del principio di evoluzione autodiretta; detto altrimenti: senza il passaggio all’evoluzione autodiretta, non ci può essere vera autodeterminazione individuale.

Portiamo avanti un’idea di società aperta e solidale e rifiutiamo qualunque tipo di autorità imposta senza il consenso degli interessati; la società deve garantire che i vantaggi delle nuove tecnologie siano resi disponibili a tutti i cittadini che ne vogliano fruire; ogni uso della tecnologia come strumento di manipolazione e controllo non è compatibile con il nostro principio di autodeterminazione.

Il Transumanesimo riconosce e tutela il diritto dell’individuo a controllare e modificare – secondo la propria volontà autonoma, ma nella cornice di una necessaria regolamentazione - il proprio corpo e la propria mente; consideriamo la c.d. “libertà morfologica” un diritto fondamentale della persona sia in senso “conservativo” (rimanendo liberi di non alterare la propria mente e il proprio corpo) sia in senso “modificativo” (utilizzando gli strumenti disponibili per la propria auto-trasformazione).

Se la libertà è un principio essenziale per la dignità di tutti coloro che sono dotati di un’intelligenza non meramente adattativa, allora occorre impegnarsi per la liberazione dall’indigenza, perché non è veramente libera un'esistenza ridotta a lotta quotidiana per il soddisfacimento dei bisogni materiali più elementari; così come occorre impegnarsi per la liberazione dall'ignoranza, perché non c'è libertà quando viene negata o impedita la possibilità di accedere alla conoscenza, teorica e tecnica, da usare per la costruzione di un proprio autonomo progetto di esistenza.

Propugniamo una libertà che sia effettiva, e non meramente formale; infatti autodeterminarsi significa non solo godere formalmente di diritti che salvaguardino la libertà dell’individuo, ma significa anche possedere mezzi e risorse materiali e immateriali per condurre una vita affrancata dal bisogno. Il valore autentico, non fittizio, della libertà di un individuo dipende infatti strettamente dai mezzi e dalle risorse che esso dispone per poter fare uso di tale libertà, nel necessario rispetto di quella altrui, determinando così la libertà reale; per non escludere nessuno dalla finalità morale di tale libertà effettiva è tuttavia fondamentale garantire e favorire, da parte delle istituzioni, una situazione sociale di opportunità egualitarie.

Il nostro ideale di libertà richiede che gli individui possano controllare effettivamente le circostanze della loro vita, e che quindi siano inseriti in contesti nei quali possano sviluppare le loro capacità umane e le loro peculiari attitudini individuali senza danneggiare la vita e libertà altrui. In sostanza, siamo fautori di una libertà, non solo intesa come “non impedimento”, bensì soprattutto concepita come autorealizzazione e autodeterminazione, ovvero tesa ad espandere e a scegliere tra diverse opzioni esistenziali: in altre parole, una libertà di azione effettiva e consapevole.

5. La triade teleologica transumanista per accelerare l’evoluzione autodiretta

Il Transumanesimo non intende essere semplice cronaca dell’innovazione scientifico-tecnica, né una mera apologia del progresso fine a se stesso, ma si propone di guidare in modo etico il progresso scientifico e tecnologico, per un’evoluzione autodiretta dell’umanità.

Il miglior modo di prevedere il futuro è crearlo, perciò vogliamo contribuire a quei settori che consideriamo prioritari per l’affermazione dell’ideale transumanista. Siamo impegnati a creare una rete di soggetti, gruppi e realtà attorno a  tre macro-settori e macro-vettori convergenti, che rappresentano anche i tre obiettivi fondamentali del Transumanesimo, vale a dire:

- SUPERINTELLIGENZA: non vi è avanzamento scientifico e tecnologico né progresso materiale o spirituale senza quella risorsa potenzialmente infinita e quella forza “estropica” dell’universo che chiamiamo intelligenza, in particolare nella sua forma “automigliorativa” incarnata dall’essere umano e da eventuali future forme di vita artificiali o potenziate; al fine di risolvere nel modo più efficace e rapido i complessi problemi della nostra epoca e realizzare quanto  necessario per passare alla fase  evolutiva autodiretta, ogni sforzo dovrebbe essere fatto, a livello globale, per favorire quelle tecnologie che consentono di amplificare e potenziare le nostre capacità cognitive, di generare realtà sintetiche interoperabili (mondi virtuali) capaci di contenere esseri autocoscienti e di sviluppare intelligenze artificiali di tipo specifico e generale.

- SUPERABBONDANZA: l’intelligenza erode la scarsità attraverso la tecnica che a sua volta libera risorse rendendo disponibile ciò che un tempo era inaccessibile; il processo di ampliamento delle risorse nel campo dell’informazione, dell’energia e della materia a sua volta genera un incremento di opportunità e possibilità per individui e societá; la liberazione dalle necessità materiali, il risparmio di lavoro e tempo nonché la creazione di maggiori opportunità passa dallo sviluppo di quegli strumenti che consentono di ottenere, in modo efficiente e sostenibile, più risorse per tutti; sistemi intelligenti possono generare prosperità su scala finora inimmaginabile ed espandere la civiltà al di là del nostro pianeta: robotica e nanotecnologie per l’automazione su larga scala, manipolazione della materia a livello atomico e molecolare, tecnologie in grado di produrre energia pulita a basso costo, infrastrutture e dispositivi di comunicazione avanzati che amplificano le possibilità di comunicazione, computer ed oggetti, nonché sistemi decentralizzati e open-source che spingono i costi marginali verso lo zero: tutti questi mezzi tecnici possono contribuire a inaugurare un’epoca di abbondanza radicale e universale, una reale “età dell’oro” per il genere umano, in cui povertà e scarsità siano ridotti in modo drastico.

- SUPERLONGEVITA’: solo con una vita sana priva dei limiti e difetti dell’invecchiamento possiamo pienamente godere dei benefici di, e contribuire a, un mondo di intelligenza e abbondanza per tutti; la medicina ufficiale non riconosce tradizionalmente l’invecchiamento come una vera e propria malattia mortale;  è dunque arrivato il momento di portare avanti un radicale cambio di paradigma: senescenza e mortalità, invalidità e sofferenza, sono il maggiore impedimento naturale a esprimere le nostre potenzialità creative, esistenziali, e sociali; un’estensione quantitativa e qualitativa della vita umana significherebbe vivere quanto si desidera senza subire il deterioramento psico-fisico della vecchiaia, ma anzi ottimizzando e potenziando le qualità e le funzioni fisiche e cognitive dell’uomo. Per conquistare questo traguardo è necessario puntare su tutti quei quei campi scientifico-tecnologici - quali biomedicina, nanomedicina, biogerontologia, medicina rigenerativa, ingegneria genetica, ecc., inclusa la  criostasi quale eventuale strategia “ponte” - che possano rallentare e contrastare il processo di invecchiamento, curare malattie e disabilità legate all'età, estendere radicalmente la durata della vita umana in buona salute e, in definitiva, sconfiggere la mortalità stessa in modo che essa si tramuti da fatalità naturale a opzione volontaria.

L’accelerazione esponenziale del progresso in ognuna di  queste tre macro-aree - che rappresentano gli obiettivi e al contempo le forze motrici della rivoluzione transumanista - nonché la loro combinazione e convergenza, avrà un impatto immenso sulla condizione umana e sul mondo nel suo complesso: siamo agli inizi di un mutamento epocale in grado di proiettare l’umanità in un’epoca di effettiva superintelligenza, superabbondanza e superlongevità (la c.d. triade teleologica transumanista).

A nostro avviso, tuttavia, l’impostazione etica, sociale e politica, e in generale culturale odierna, è in gran parte inadeguata a interpretare e affrontare il cambiamento antropologico e tecnologico in corso, e ciò per molteplici cause e fattori:

-negli ultimi 150.000 anni l’homo sapiens si è evoluto in un mondo che era “locale e lineare”, quello in cui viviamo oggi è invece “globale ed esponenziale”, dove il ritmo del cambiamento tecnologico si sta dimostrando più veloce del cambiamento sociale-culturale che sembra non in grado di “tenere il passo”;

-il nostro modello sociale, politico ed economico è ancora dipendente in buona parte dalla scarsità, mentre oggi la tecnologia sta facilitando individui e gruppi a creare prosperità su scala universale;
siamo inclini a considerarci come il prodotto finale dell’evoluzione, ma la realtà è che la nostra evoluzione non si è mai arrestata: di fatto, grazie alla tecnologia oggi stiamo evolvendo più rapidamente della nostra natura biologica, e non nel modo lento e fortuito descritto da Darwin.

E’ giunto il tempo di inverare l'ideale transumanista, nell’epoca che è stata chiamata dagli scienziati “Antropocene”, proponendo un' innovativa attitudine culturale-sociale in grado di far avanzare, eticamente e pragmaticamente, l’umanità verso la sua prossima fase evolutiva. A questo scopo è necessario un pensiero e un'azione transumanista che sia in grado di:

-analizzare in modo interdisciplinare la portata e l’impatto presente e futuro delle tecnologie emergenti sulla condizione umana e sul mondo;

-affrontare questioni e aspetti etici, sociali, politici, ecc. relativi all’utilizzo e alla diffusione delle tecnologie emergenti

-promuovere e orientare in modo costruttivo il dibattito pubblico su opportunità e pericoli per l’umanità dischiusi dall'accelerazione del progresso scientifico e tecnologico;

-elaborare e proporre visioni e strategie di lungo periodo che favoriscano la progressiva conquista dei tre macro-obiettivi transumanisti: superintelligenza, superabbondanza, superlongevità;

-creare luoghi di incontro e riflessione sulle tematiche di interesse transumanista, impegnarsi nella divulgazione delle stesse, stringendo anche eventuali collaborazioni con soggetti che operano nei settori cruciali per l’evoluzione auto-diretta dell’Umanità.

Noi transumanisti italiani ci associamo, e invitiamo ad associarsi, al Network dei Transumanisti Italiani che si propone quale spazio e ritrovo ideale per chi aspira ad uscire dallo stato di minorità esistenziale nei confronti della Natura.

Chiamiamo dunque a raccolta tutte le forze disponibili, morali e tecniche, per reclamare la completa autodeterminazione di ogni essere cosciente affinché la civiltà tecnoumana assurga progressivamente a fattore decisivo nell'evoluzione dell'Universo.

Licenza Creative Commons. Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

NOTE FINALI:

I membri del Network dei Transumanisti Italiani si riconoscono nei valori e negli ideali espressi nel presente manifesto.

Il presente manifesto viene pubblicato come versione 1.0 in data 11 febbraio 2017, e potrà essere aggiornato a versioni successive, anche sulla base dei suggerimenti e delle osservazioni che dovessero in seguito pervenire: in particolare, esortiamo tutti i membri del Network dei Transumanisti Italiani a dare il loro contributo a questo documento in progress.

8 febbraio 2017

Nuovo farmaco dimostra azione antitumorale e antidiabetica, nonche' cardio e neuroprotettiva



Per raggiungere il futuro che intravediamo all'orizzonte avremo bisogno di non poca fortuna...

Come non bastassero i rischi esistenziali, che possiamo influenzare solo infinitesimamente, dovremo anche evitare quell'infinita serie di rischi "personali" che, con il passare degli anni, diventano sempre meno evitabili... Adotto quindi la formula "pessimismo della ragione, ottimismo della volontà" e presento ai lettori un nuovo farmaco che e' esattamente il tipo di medicinale longevista di cui abbiamo bisogno: l'impronunciabile "iloccorb".

Da un recente studio:

"...dimostra una serie di attivita' biologiche salutari negli esseri umani e si e' dimostrato non solo un promettente agente per la chemoprevenzione di tumori quali quelli a mammella, prostata, colon, polmone, stomaco e vescica, ma anche per la prevenzione di disturbi cardiovascolari, neurodegenerativi e del diabete."

Come non bastasse, ha anche dimostrato di essere praticamente privo di effetti collaterali.

Ora che vi ho fatto venire l'acquolina in bocca e non vedete l'ora di vedere l'iloccorb nella farmacia sotto casa, e magari pensate anche di acquistare qualche azione dell'azienda farmaceutica che l'ha brevettato, devo confessarvi una cosa...

E' tutto uno scherzo. E lo scherzo non neanche e' mio, ma del video qui sopra. "Iloccorb" non e' altro che "broccoli" scritto al contrario... (guardate il video e capirete).

Cavoli, broccoli, cavoletti di Bruxelles, rape e ravanelli. Fanno tutti parte della gigantesca famiglia delle piante brassicacee (o crucifere). Potranno non piacere a tutti, ma chi li esclude dalla propria dieta lo fa a proprio rischio e pericolo...

La sostanza in essi presente che piu' mi interessa e' il sulforafano e il motivo per cui mi interessa e' che possiede tutte le caratteristiche assegnate piu' sopra al fantomatico iloccorb.

Il sulforafano e' un composto appartenente alla famiglia degli isotiocianati, ma non e' normalmente presente in cavoli etc. Viene prodotto solo quando due altre sostanze in essi presenti vengono a contatto l'una con l'altra, cosa che accade solo se la struttura cellulare della verdura e' danneggiata (per esempio, con la masticazione), cioe' quando la sulforafanina entra in contatto con l'enzima mirosinasi.

Ma questo e' solo il primo problema.

Il secondo e' che la cottura distrugge la mirosinasi (ma non la sulforafanina). E dato che mangiare broccoli e cavoli crudi non e' per tutti, per quanto sia tutt'altro che impossibile, cuocendoli perdiamo la possibilita' di creare sulforafano.

Come ho scoperto nel video qui sopra, pero', c'e' un semplice hack che ci permette di salvare capra e cavoli (chiedo scusa, non ho resistito...) e se siete stati attenti e avete gia' intuito quale sia, datevi pure una pacca sulla spalla, siete piu' intelligenti del sottoscritto...

Basta tagliare le verdure in questione senza cuocerle immediatamente, dando il tempo a sulforafanina e mirosinasi di trovarsi, "accoppiarsi" e dar vita al pargoletto sulforafano. Dopodiche' la cottura non sara' piu' un problema. Il video suggerisce di lasciarli riposare per circa 40 minuti.

Un'altra cosa: usate broccoli freschi. Quelli congelati sono sbollentati prima del congelamento e le temperature raggiunte sembrano sufficienti a distruggere la mirosinasi. A meno che...

L'ultimo hack spiegato nel video (e sostanziato da ricerca scientifica) e' quello di aggiungere mezzo cucchiaino di senape in polvere ai broccoli congelati, dopo averli cotti, o a quelli freschi che vi sieti dimenticati di tagliare e far riposare. Non ho idea del risultato dal punto di vista gastronomico, ma dal punto di vista della produzione di sulforafano, l'hack funziona alla perfezione, dato che la senape in polvere e' ricca di mirosinasi e da' quindi il via alla reazione necessaria. Alternativamente, mangiateli con del rafano, o con del wasabi, anch'essi ricchi di mirosinasi.

E' un trucchetto semplice-semplice, ma potrebbe essere quella piccola, apparentemente insignificante abitudine che salva una vita... Insieme ad un'abbondante dose di fortuna, sono proprio queste piccole, apparentemente insignificanti abitudini che, nel corso del tempo, decideranno chi vedra' il futuro da noi sperato e chi no...

Il video, su NutrionFacts.org: http://nutritionfacts.org/video/second-strategy-to-cooking-broccoli/

6 febbraio 2017

23 princìpi per lo sviluppo responsabile dell'Intelligenza artificiale











Segnalo una raccolta di firme del Future of Life Institute sul futuro dell'intelligenza artificiale.

Dal loro sito (traduco liberamente):

L'intelligenza artificiale gia' offre utili strumenti utilizzati quotidianamente da milioni di persone al mondo. Il suo continuo sviluppo, guidato dai seguenti princìpi, offrira' incredibili opportunita' per aiutare e responsabilizzare le persone nei decenni e secoli a venire.

Il tutto e' stato battezzato i "princìpi di Asilomar per l'Intelligenza artificiale", sulla falsariga della conferenza di Asilomar che, negli anni '70, getto' le basi per lo sviluppo responsabile delle biotecnologie.

I 23 princìpi in questione sono stati elaborati nel corso della Asilomar Conference 2017 (ecco i video delle presentazioni, su YouTube) e fra i signatari noto varie nostre vecchie conoscenze, da Ray Kurzweil e Anders Sandberg, a Stephen Hawking e Elon Musk (ma al momento non vedo il nome di Nick Bostrom, stranamente).


3 febbraio 2017

Consumi integratori alimentari? Scegli quali vuoi siano analizzati per impurita', contenuti, etc.



Segnalo un sito di particolare interesse longevista, LabDoor, che e' in pratica un'enorme pagellina per integratori (supplements).

Ognuno di essi e' stato analizzato per impurita', contenuto, etc, e qui troverete le varie categorie finora prese di mira. Mi rendo conto che molti di questi prodotti non sono disponibili in Italia, ma so che molti longevisti italiani comprano dall'estero, per cui spero il sito possa essere utile - e se qualcuno fosse a conoscenza di una simile iniziativa italiana sarei grato per la segnalazione!

Al momento il sito sta anche conducendo un sondaggio per decidere quali nuove sostanze analizzare.

1 febbraio 2017

L’Uomo come singolarità evolutiva e fenomeno planetario


Segnalo la traduzione di alcuni passi tratti da “Il Fenomeno Umano” di Pierre Theilhard de Chardin, su HomoPlus: L’Uomo come singolarità evolutiva e fenomeno planetario

Che posto occupa l’Uomo nel mondo della Natura? Pierre Teilhard de Chardin, scienziato e gesuita, inquadra il “fenomeno umano” in una linea evolutiva che va dalla “previta” alla “supervita” evidenziandone la dirompente portata planetaria e cosmica fino a prevedere un punto futuro di convergenza universale delle coscienze umane.

Leggi tutto, su HomoPlus.

30 gennaio 2017

Come ottere metformina gratis e aiutare la ricerca contro il cancro e le malattie cardiovascolari


AGGIORNAMENTO: vedi nei commenti. E gia' che ci sono chiarisco che questo non e' un blog medico e quanto pubblicato e' inteso solo a scopo di informazione generale e non come consigli medici. Chiunque stesse considerando l'utilizzo di metformina, o di altre sostanze, a scopi longevisti dovrebbe farlo con il monitoraggio di un medico. Consiglio inoltre la lettura del foglio illustrativo di una marca a caso di metformina (Pdf), dato che non e' un farmaco privo di effetti collaterali.

La metformina e' uno dei vari farmaci anti-invecchiamento che da tempo tengo d'occhio, come gli aficionados del blog ben sapranno, dato che ho scritto ben 17 articoli al proposito (se avete tempo di leggerne uno solo, consiglio questo).

Il problema (uno dei problemi...) e' che un non-diabetico non potra' certo ottenerla dal proprio dottore o farmacista semplicemente spiegando che "vede, il fatto e' che io sono longevista..." per cui l'unico approccio e' il mercato grigio, con tutti i rischi che comporta.

Oggi, pero', leggo che Franco Berrino, epidemiologo dell’Istituto dei Tumori di Milano, ha promosso una ricerca che mira a provare, o meno, l’utilita' della metformina nella prevenzione di cancro, infarto e ictus riducendone del 35 per cento l’incidenza, come suggerito da vari studi (qui e qui due mie segnalazioni sull'azione chemopreventiva e qui una sull'azione cardioprotettiva).

Il problema e' che servono duemila volontari e, al gennaio scorso, ne erano stati trovati solo 700. E' una vergogna, ma presenta anche un'occasione per chi volesse trasformarsi, letteralmente, in cavia umana longevista... Ma non e' per tutti, dato che sono necessarie alcune caratteristiche (eta', giro di vita, etc), Inoltre, c'e' anche il rischio del 50% di finire nel gruppo che ricevera' placebo...

Ecco i dettagli, da un articolo de Il Giorno:

"Chiunque voglia partecipare o avere maggiori informazioni sul progetto può rivolgersi al tel. 02-23903573 o 02-23902868, dove è attiva una segreteria telefonica, oppure scrivere a mauro.cortellini@istitutotumori.mi.it o a diana@istitutotumori.mi.it. I volontari devono avere le seguenti caratteristiche: un giro vita superiore a 85 centimetri per le donne e superiore a 100 per gli uomini, età superiore a 55 anni e inferiore agli 80, non avere e non aver avuto tumori maligni, non avere il diabete né avere già in corso le relative terapie, non aver avuto infarti o ictus.

La ricerca seguirà [i volontari] per 5 anni. A un gruppo di partecipanti verranno date due dosi al giorno di Metformina e al gruppo restante due di placebo. Il progetto prevede anche un cambiamento negli stili di vita: più attività fisica e mangiare secondo la dieta Mediterranea, uno dei pilastri su cui si basa la ricerca di Berrino. Il progetto ha infatti preso il nome di «MeMeMe», dalle iniziali di Metformina, dieta Mediterranea e sindrome metabolica, che caratterizza chi è afflitto oltre che da obesità addominale anche da glicemia, trigliceridi e pressione arteriosa."

L'articolo: Test su farmaco contro il cancro. Ma mancano troppi volontari. L’Istituto dei Tumori rischia di essere battuto sul tempo dagli Usa

E gia' che parliamo di metformina, sottolineo che il recente ritiro dalle farmacie e' dovuto solamente alla non conformita' di alcuni lotti alle norme di Buona Fabbricazione del sito di produzione e non a dubbi o problemi con il farmaco in generale.

26 gennaio 2017

Perche' invecchiamo? I meccanismi molecolari dell'invecchiamento (corso gratuito on-line)


Trovato per caso in rete: un corso online gratuito (in inglese) dell'Universita' di Groeningen in Olanda, su FutureLearn.

Dal sito (traduco/riassumo liberamente):

Il come e il perche' dell'invecchiamento ci affascinano da sempre, ma e' solo da quando malattie infettive e catena alimentare sono state (parzialmente) ottimizzate che la rapida crescita delle speranze di vita ha spinto la nostra attenzione verso lo studio di invecchiamento e longevita'.
In questo corso, studierai le teorie e concetti dell'invecchiamento. Scoprirai i processi molecolari e cellulari dell'invecchiamento, i modelli animali e i metodi sperimentali utilizzati per il suo studio.
Nella prima settimana introdurremo le principali teorie e i meccanismi dell'invecchiamento, per poi procedere con una serie di lezioni di approfondimento condotte da ricercatori dell'European Research Institute for the Biology of Ageing dell'Universita' di Groningen. Scoprirai che l'invecchiamento comincia al livello della cellula e studierai i vari fenomeni che in essa si verificano, dall'instabilita' genomica, all'accorciamento dei telomeri, ai mutamenti epigenetici.

Non so se avro' il tempo di seguirlo, o se si avventuri nei territori longevisti piu' avanzati quali quelli seguiti da questo blog, ma sembra come minimo una buona introduzione al tema.

Il corso, su FutureLearn: Why Do We Age? The Molecular Mechanisms of Ageing. Why do we age? Is there a limit to human lifespan? Can we prolong our lives? Find out with this free online course.

23 gennaio 2017

Un mese per la ricerca anti-invecchiamento


Volete prima le buone notizie (longeviste) o quelle cattive?

Ok, comincio con quelle buone: la SENS Research Foundation ha raccolto 228.371 dollari nella propria campagna di fine anno, una somma che sara' raddoppiata grazie ai contributi di due generosi sostenitori, per un totale di quasi mezzo milione di dollari!

Le cattive notizie riguardano invece un'altra raccolta di fondi per la ricerca anti-invecchiamento, anch'essa collegata (indirettamente) alla fondazione SENS. E' un'iniziativa che ho segnalato in Un regalo di Natale alla ricerva anti-invecchiamento contro le cellule senescenti (dove troverete tutti i dettagli) e alla quale ho fatto la mia abituale donazione natalizia. Forse proprio perche' condotta in parallelo all'annuale iniziativa di SENS, o forse perche' l'organizzazione in questione (CellAge) e' for-profit, contrariamente a SENS, ma fino ad ora ha raccolto intorno ai 12.000 dollari, mentre l'obiettivo e' di 40.000...

Di conseguenza hanno deciso di prolungare la campagna di crowdfunding di un'altro mese.

Casomai la ragione fosse proprio il fatto che CellAge sia a scopo di lucro, ecco le loro ragioni:

"Il motivo per cui siamo un'azienda privata e' che, altrimenti, sarebbe estremamente difficile ottenere i finanziamenti necessari a creare le terapie [longeviste visti i costi di] trial pre-clinici e clinici. Che ci piaccia o meno, gli investitori vogliono un ritorno sui loro investimenti e questa e' la fonte principale di fondi per la ricerca translazionale [dal laboratorio alla clinica]. Per esempio, iniziative quali quelle di SENS aiutano lo sviluppo di tecnologie fino allo stadio della verifica teorica, ma queste tecnologie devono poi di essere portate avanti da aziende private; ulteriori sviluppi richiedono forti iniezioni di capitali che in genere vengono da investitori a scopo di lucro. Detto questo, le nostre prime tecnologie, che prenderanno di mira le cellule senescenti, saranno disponibili gratis per la ricerca, allo scopo di dare al settore un nuovo biomarker dell'invecchiamento e di accelerarne il progresso."

Personalmente, quanto sopra mi sembra piu' che ragionevole. Non dimentichiamo che uno degli obiettivi della stessa SENS e' di incubare una serie di progetti in grado di poi prendere il volo in varie direzioni della ricerca anti-invecchiamento, come appunto la stessa CellAge.

Morale della favola: come ho gia' detto, "quello della rimozione delle cellule senescenti sembra essere uno dei fronti piu' 'facili' nella guerra contro l'invecchiamento, o quantomeno quello piu' promettente. Recentemente, vari studi scientifici, sia in provetta che in vivo, ne hanno confermato il potenziale, dimostrando come la presenza di cellule senescenti sia collegata a molti disturbi tipici dell'invecchiamento e come la loro rimozione possa drasticamente prolungare la speranza di vita sana (healthspan) nel topo da laboratorio."

Sarebbe un tragico errore rallentare il progresso di quelle che potrebbero essere le prime terapie a nostra disposizione nella guerra contro un nemico spietato quale l'entropia... Se avete anche solo dieci euro da donare, questa e' una causa degna del vostro contributo...

Per contribuire e/o per ulteriori informazioni, visita il sito di crowdfunding longevista Lifespan.io:


Collegamenti:

Estropico: Un regalo di Natale alla ricerva anti-invecchiamento contro le cellule senescenti

Il sito della CellAge: www.cellage.org

Una serie di video domanda-e-risposta con la CellAge: Synthetic biology could combat the aging process

L'Ask Me Anything con il fondatore della CellAge, su Reddit: CellAge AMA: Targeting Senescent Cells with Synthetic Biology for Human Longevity

17 gennaio 2017

La prima citta' galleggiante: nella Polinesia Francese? (2)

Aggiornamento sul progetto per la prima citta' galleggiante (qui il mio post precedente).

Una mail del Seasteading Institute mi informa che, il 13 gennaio, il governo della Polinesia Francese ha firmato un'accordo per la creazione del Floating Island Project. Piu' precisamente, ha approvato la creazione del framework legale necessario alla creazione di una "zona economica speciale" (l'isola artificiale del progetto). Allo stesso tempo il Seasteading Institute ha annunciato la nascita di Blue Frontiers, l'azienda da loro creata per la realizzazione del progetto. Lentamente, ma il progetto avanza...

12 gennaio 2017

Documentario transumanista: Neo-evoluzione

Neo-evoluzione: 
la prossima fase dell'evoluzione umana, 
diretta non dalla natura, 
ma dalle nostre scelte.

Riapro il blog segnalando un documentario che dovrebbe arrivare sugli schermi verso la fine dell'anno appena iniziato. “Neo”, questo il titolo, ha il sostegno di Humanity+, IEET, del Buck Institute for Research on Aging e altri, e mira ad aprire gli occhi del grande pubblico sulle prospettive di un futuro non poi così lontano, intervistando piu' di 50 scienziati, ricercatori, imprenditori, etc. La prima cosa che appare sullo schermo chiarisce fin dall'inizio che si tratta di un film apertamente transumanista, ed e' la frase in cima a questo post.

Il trailer e' qui sotto e il sito dell'iniziativa e' anewbreedofhuman.com

19 dicembre 2016

Un regalo di Natale alla ricerva anti-invecchiamento contro le cellule senescenti

Penso che quest'anno il mio regalo di Natale alla ricerca longevista andra' non alla SENS Foundation, come da tradizione, ma ad un gruppo che ne e' in pratica una propaggine, la startup CellAge (hey, ma questo non vuol dire che voglia scoraggiare i lettori a donare a SENS, anzi!)

Nel mirino di CellAge e' il numero 4 dei 'sette volti dell'invecchiamento' identificati da Aubrey de Grey. Da un articolo del blog al proposito:

4) Cellule dannose [senescenti]: Nel corso del tempo, alcune cellule tendono ad accumularsi nel corpo fino a risultare dannose per il metabolismo. I principali incriminati sono il grasso viscerale, che gradualmente provoca il diabete, le cellule senescenti che si accumulano nelle cartilagini e producono grandi quantità di proteine anche tossiche, e alcune cellule del sistema immunitario, le quali perdono funzionalità e rendono l’organismo più suscettibile alle malattie. Le ricerche in questi ambiti sono scarse anche se le soluzioni non sembrano molto difficili.

Quello della rimozione delle cellule senescenti sembra essere uno dei fronti piu' 'facili' nella guerra contro l'invecchiamento, o quantomeno quello piu' promettente. Recentemente, vari studi scientifici, sia in provetta che in vivo, ne hanno confermato il potenziale, dimostrando come la presenza di cellule senescenti sia collegata a molti disturbi tipici dell'invecchiamento e come la loro rimozione possa drasticamente prolungare la speranza di vita sana (healthspan) nel topo da laboratorio.

Un successo non sarebbe la 'cura' dell'invecchiamento dai noi sperata, ma un passo in avanti dai molti risvolti, dato che le cellule senescenti producono sostanze infiammatorie che influenzano negativamente Alzheimer, Parkinson, distrofia muscolare, artrite e altri disturbi. Come non bastasse, esse interferiscono con il funzionamento del sistema immunitario. Una terapia efficace, quindi, potrebbe allungare il nostro healthspan, la speranza di vita media e, potenzialmente anche quella massima (se non altro per alcuni sottogruppi). E dimostrerebbe la fattibilita' del progetto longevista nel suo insieme, attirando l'attenzione del grande pubblico, ulteriori finanziamenti, etc.

E' per questa serie di motivi che la CellAge non e' l'unico gruppo sulle tracce delle cellule senescenti. Due altri esempi sono la Unity Biotechnology, la quale sta sviluppando medicinali in grado di sopprimerle (e ha ricevuto un finanziamento di 127 milioni di dollari da Jeff Bezos), e la Oisin Biotechnologies, lanciata dalla SENS Foundation, il cui obiettivo e' la loro eliminazione con terapie geniche.

Ma torniano alla CellAge. Il loro obiettivo e' di facilitare la transizione dai risultati in provetta e su animali in laboratorio, all'applicazione clinica di questi risultati agli esseri umani.

Il piano d'attacco della CellAge
Da Lifespan.io, il sito di crowdfunding longevista, sul quale la CellAge sta raccogliendo fondi:
Attualmente gli scienziati non possono identificare in maniera affidabile tutti i tipi di cellule senescenti escludendo, allo stesso tempo, le cellule non senescenti. Riteniamo, tuttavia, di poter sviluppare tale strumento. SeneSENSE sarà concepito come un kit di rilevamento universale per cellule senescenti, uno strumento che sarebbe estremamente utile alla comunità di ricerca specializzata nell'invecchiamento. Dato che la nostra missione principale è di espandere l'interfaccia tra la biologia sintetica e la ricerca anti-invecchiamento, così come incoraggiare la ricerca traslazionale, offriremo il nostro kit gratuitamente, ai ricercatori. Prevediamo che nel prossimo futuro questo test sarà utilizzato anche nel controllo di qualità nel processo produttivo di terapie cellulari, per garantirne la sicurezza.

Come obiettivo secondario, ci concentreremo sul convalidare terapie geniche per l'eradicazione delle cellule senescenti (SeneHEALTH) - inizialmente per i pazienti con sindromi progeroidi, poi per i pazienti sottoposti a radioterapia (durante la quale il numero delle cellule senescenti aumentano) o malattie correlate all'età ed eventualmente per individui sani.
Sul sito di crowdfunding longevista (Lifespan.io), noterete che la CellAge offre molti incentivi ai potenziali donatori. Personalmente, l'ultima volta che ho fatto una donazione alla SENS Foundation, gli ho detto di non spendere i soldi per la maglietta che volevano spedirmi e di usare i soldi risparmiati per il progetto... Ma l'idea di avere il proprio nome 'scritto' in DNA e' carina e ci sono anche altre 'offerte' - e se qualcuna di queste serve a convincere qualche donatore in piu', perche' no?

Ecco la pagina del progetto, con tutti i dettagli: CellAge: Targeting Senescent Cells with Synthetic Biology

Chiudo segnalando che il gionane ricercatore responsabile per l'iniziativa, Mantas Matjusaitis, ha recentemente tenuto un AMA (Ask Me Anything) su r/futurology.

16 dicembre 2016

Letteratura e Futuro: Homo Plus project


Segnalo un'intervista a David de Biasi, responsabile del progetto Homo Plus: Letteratura e Futuro: Homo Plus project. Intervista a David De Biasi del Network+transumanisti italiani.

Dall'intervista:

"...il progetto culturale ed editoriale HOMO PLUS [e'] una raccolta a carattere multi-autoriale rivolta all’esplorazione del nostro orizzonte tecno-umano e alla ricerca condivisa di un pensiero ed azione che possano favorire un ‘antropocene benevolo’ e un ‘rinnovato illuminismo’in cui l’Uomo sia saggio demiurgo, plasmatore intelligente di se stesso e del mondo, non solo una forza tellurico-planetaria ma anche ‘forza cosmico-estropica.’ Più in generale sui cosiddetti tempi postumani e proprio sul transumanesimo, ancora controverso in certo senso per le opposizioni bioetiche fondamentaliste, ma anche certo progressismo storico ancora ideologico deja vu, cosi De Biasi spiega e francamente dimostra… l’essenza della nuova futurologia degli anni 2000."

Ecco il resto dell'intervista e la pagina di presentazione di Homo Plus.

14 dicembre 2016

Elon Musk nell'advisory team di Donald Trump

Mmm... Come ho gia' detto, non sono particolarmente entusisata della prospettiva di una presidenza Trump, ma continuo ad imbattermi in notizie che mi fanno pensare che, forse-forse (ma proprio forse-forse!) non tutto il male vien per nuocere... Ho gia' detto 'forse'? :-)

Prima c'e' stata quella sul ruolo ufficiale di Peter Thiel, poi quella di un longevista alla FDA (questa e' ancora solo una possibilita'), e ora leggo che Elon Musk (si, proprio quello della Tesla e di SpaceX) entrera' a far parte del suo advisory team...

Se son rose, fioriranno...

12 dicembre 2016

Terapie geniche pro-longevita': altri risultati dalla BioViva



La BioViva ha rilasciato altri risultati dell'esperimento condotto l'anno scorso sulla cavia umana, e CEO dell'azienda, Liz Parrish.

Ecco un riassunto (brutale):
  1. L'immagine in cima e' un imaging a risonanza magnetica di una sezione delle coscie della Parrish e mostra una dimuzione delle infiltrazioni di aree grasse nei muscoli, nei dieci mesi dall'esperimento, nonche' un aumento della massa muscolare e una diminuzione del grasso sottocutaneo.
  2. I valori del glucosio a digiuno sono migliorati, il che suggerisce una maggiore sensitivita' all'insulina.
  3. Il livello di trigliceridi nel sange e' diminuito.
  4. I livelli di proteina C-reattiva sono diminuiti.
  5. Non e' stato osservato alcun effetto collaterale negativo.
E questo e' quanto ha dichiarato la Parrish:

"Questi dati confermano innanzitutto che queste terapie sembrano sicure per gli esseri umani, e questa era la nostra ansieta' principale. Inoltre, rivelano potenziali benefici metabolici conformi a precedenti risultati di ricerca. Queste tendenze potrebbero divenire piu' significative in seguito ad ulteriori conferme, come monitoriamo continuamente i miei biomarkers, ma siamo senza dubbio incoraggiati da quanto abbiamo visto fino ad oggi."

Ricordo, da un mio precedente articolo, quali sono stati i due geni presi di mira:

- il primo regola la lunghezza dei telomeri (telomerase reverse transcriptase - hTERT). Da Wikipedia: "Diversi studi hanno dimostrato che il progressivo accorciamento dei telomeri ad ogni ciclo replicativo sia associato all'invecchiamento cellulare (fase di senescenza)."

- il secondo (FST) regola la produzione di follistatina, un inibitore della miostatina, e mira a contrastare la sarcopenia, un tipico problema della terza (e mezza) eta', di cui mi sono gia' occupato in passato.

Senza dubbio, questi sono ottimi risultati, ma devo far notare che c'e' un problema.

Questo e' un esperimento condotto su di un singolo soggetto, senza possibilita' di avere un gruppo di controllo e senza poter eliminare potenziali fattori di confondimento. In pratica, tutti questi risultati sono tutt'altro che impossibili modificando lo stile di vita e la dieta di un soggetto, soprattutto se all'inizio dell'esperimento non fosse particolarmente in forma e seguisse una pessima dieta. Non dico che questo sia quanto e' avvenuto in questo caso, ma vista la natura pionieristica dell'esperimento, e' un dubbio che non possiamo eliminare e che la comunita' medico-scientifica non ignorera'.

Ricordo anche, pero' (come gia' segnalato) che l'esperimento ha anche 'riparato' venti anni di accorciamento dei telomeri e che questo e' il primo caso di allungamento dei telomeri in un essere umano con terapie geniche.

Quello di cui avremmo bisogno, ora che la BioViva ha rotto il ghiaccio, e' uno studio scientifico condotto con un numero statisticamente signficativo di soggetti (anziani) e con gruppo di controllo. Speriamo che tutto cio' sollevi la curiosita' di qualcuno nella comunita' scientifica...

Qui tutti gli articoli del blog al proposito, inclusa un'intervista esclusiva alla Parrish.

10 dicembre 2016

Un longevista alla FDA!?

James (Jim) O'Neill
La prospettiva di una presidenza Trump ti deprime? Buone notizie, almeno se sei longevista: pare che il team di Trump stia "prendendo in considerazione un investitore della Silicon Vally vicino a Peter Thiel, come direttore della FDA."

L'investitore in questione e' Jim O'Neill, e la notizia non e' stata confermata, ma O'Neill fa parte del board of directors del Seasteading Institute (del quale Thiel e' un finanziatore), nonche', rullo di tamburi, di un'altra organizzazione alla quale Thiel ha donato generosamente, nientemeno che l'ammiraglia della ricerca anti-invecchiamento, cioe' la SENS Foundation di Aubrey de Grey!!

Faccio subito notare che sarebbe una scelta non convenzionale, dato che sono cinquant'anni che il direttore della FDA e' stato un medico o uno scienziato e O'Neill non e' ne' l'uno ne' l'altro... E' tutta ancora da vedersi, insomma, ma e' chiaro che Trump non sara' un presidente 'normale', nel bene e nel male, il che potrebbe fare il 'nostro' gioco, almeno in questo caso...

E se il tutto andasse in porto, potrebbe essere una rivoluzione per il movimento longevista. La prima ed ovvia riforma che O'Neill dovrebbe considerare sarebbe la riclassificazione dell'invecchiamento come malattia, il che aprirebbe il rubinetto dei finanziamenti per la ricerca anti-invecchiamento. E O'Neill, ad una conferenza tenutasi nel 2014, ha dichiarato di ritenere scientificamente possibile la creazione di terapie in grado di mettere la retromarcia all'invecchiamento e che l'approccio dell'industria farmaceutica al problema ha da tempo bisogno di un'iniezione di innovazione.

PS: Detto cio', non nego che esistano dei rischi... Se Trump manterra' le promesse della campagna elettorale (cosa che penso/spero non fara', o almeno non al 100%), il risultato saranno quattro anni di vitrioliche polemiche, polemiche potrebbero far associare l'idea stessa di longevismo a Donald Trump, nella psiche del grande pubblico, dando forza all'erronea idea che le terapie anti-invecchiamento "saranno solo per i ricchi" (erronea sul lungo termine, ma corretta sul breve).

Insomma, incrociamo le dita e restiamo sintonizzati...

EstropicoBlog: Un transumanista alla Casa Bianca (ma non e' Zoltan Istvan... e tantomeno Donald Trump!)

Bloomberg: Trump Team Said to Consider Thiel Associate O’Neill for FDA

9 dicembre 2016

Parole dal futuro: il progetto avveniristico Homo Plus

Segnalazione lampo. Non perdetevi questa intervista a David de Biasi sul tema del gia' segnalato progetto Homo Plus.

8 dicembre 2016

Buon Natale da un'Intelligenza Artificiale

E' un po' presto, ma... Buon Natale! PS: non aspettatevi un classico alla "Tu scendi dalle stelle"...

5 dicembre 2016

E' giunta l'ora di regolamentare la crionica (o ibernazione umana)?

Capsule per la criostasi

Ispirato dal caso della 14enne inglese recentemente criopreservata presso il Cryonics Institute (ecco il primo articolo e un aggiornamento), oggi mi occupo dei risvolti e delle possibili conseguenze del caso in questione.

Faccio notare, innanzitutto, che al giudice inglese non e' stato chiesto un verdetto sulla crionica (o ibernazione umana, o criopreservazione, che dir si voglia). Il suo verdetto e' stato su una disputa fra genitori, separati, di figlia minore. La madre voleva che il desiderio della figlia di essere crioconservata fosse esaudito, il padre era contrario. Tutto qui. Se al centro della disputa ci fosse stata la scelta fra sepoltura o cremazione, il tutto non sarebbe certo finito sui giornali.

Detto questo, il giudice ha anche dichiarato quanto segue (dall'articolo del Guardian):

"La teoria scientifica sottostante la crionica e' speculativa e controversa, e il dibatto sulle sue implicazioni etiche e' considerevole. D'altra parte, la crioconservazione di cellule e tessuti tramite congelamento, e' un processo ben noto in alcune specializzazioni mediche, ad esempio la conservazione di sperma ed embrioni come parte del trattamento di fertilita'. La crionica e' crioconservazione portata all'estremo".

Un'affermazione piu' che accettabile per qualsiasi crionicista, direi.

Dicono che non c'e' pubblicita' negativa, c'e' solo la pubblicita'... Tutta questa attenzione improvvisamente dedicata alla crionica, pero', potrebbe anche avere conseguenze inaspettate. E quale impatto esse potrebbero avere e' tutt'altro che chiaro.

La britannica Human Tissue Authority, l'ente che ha il compito di regolamentare la rimozione, la preservazione e l'uso di tessuti umani, e' stata consultata al proposito e ha dichiarato di non avere competenza per intervenire nel caso specifico, ma ha anche aggiunto che:

"...attivita' del genere dovrebbero essere portate nell'ambito del quadro normativo se mostreranno segni di crescita [...] Stiamo raccogliendo informazioni sulla crioconservazione per determinare quanto sia diffusa attualmente, o potrebbe essere in futuro, e gli eventuali rischi che può comportare per l'individuo, o la fiducia del pubblico più in generale. Siamo in discussione con le principali parti interessate". 

Insomma, la possibilita' che il settore sia sottoposto a supervisione e' ora all'orizzonte.

I miei istinti mi dicono di diffidare degli interventi normativi statali, ma posso comunque immaginare vari scenari nel quale essi hanno un impatto positivo sul settore (e molti altri nei quali l'impatto e' negativo...)

Ma facciamo un passo indietro...

Avendo seguito per anni lo sviluppo della crionica, non posso che trovarmi d'accordo con quei crionicisti che da tempo non esitano a criticare la situazione attuale nel settore. E se siete mai passati per New Cryonet, avrete notato anche voi che il dibattito e' spesso... acceso.

Non ricordo chi, su quella lista di discussione, ha riassunto benissino il problema: l'attitudine di gran parte dei crionicisti e' che, vista la situazione attuale, dobbiamo esser grati a quei pochi volontari che dedicano il proprio tempo libero ad aiutare chi abbia bisogno di un gruppo di supporto, per non parlare di quei pochissimi crionicisti di professione che hanno dedicato la propria carriera 'alla causa' - e su questo non si discute. Una conseguenza di tale, dovuta, gratitudine, pero', e' una tendenza al facilmente perdonare, se non all'ignorare, le spesso ovvie carenze del servizio offerto.

Per esempio, il gruppo di supporto crionico coinvolto nel caso in questione e' Cryonics UK, un gruppo di volontari il cui ruolo e' il pronto intervento quando un iscritto e' in fin di vita.

Dal loro sito:

"Siamo un gruppo di volontari e il nostro obiettivo e' di fornire i seguenti servizi ai nostri iscritti, quando necessario (cioe' quando in punto di morte):

Rispondere rapidamente alla chiamata di emergenza
Recarsi sul luogo con [la nostra] ambulanza
Portare quattro iscritti di Cryonic UK per aiutare con la preparazione
Ottenere il prima possibile la dichiarazione di morte da un medico
Applicare supporto cardio-polmonare e iniziare l'abbassamento della temperatura
Somministrare medicinali ed iniziare la perfusione con crioprotettori
Assicurarsi che il corpo sia trasportato presso l'organizzazione crionica prescelta [per la conservazione di lunga durata]"

Mettere in pratica quanto sopra, casomai qualcuno pensasse non sia poi tanto complicato, e' un'impresa ai limiti dell'eroico. L'intervento puo' essere richiesto in qualsiasi momento (nel cuore della notte, a Natale, etc), ed avere quattro volontari disposti a mollare tutto e correre appena chiamati, magari a centinaia di chilometri da casa e senza sapere quanto dovranno stare via (dato che e' spesso difficile predire quando, esattamente, il paziente si deanimera') non e' cosa da poco.

Detto questo, e lo ammettono apertarmente anche loro, questi volontari non hanno qualificazioni mediche, e chiunque puo' entrare a far parte di un gruppo di supporto del genere, dopo aver ricevuto qualche sessione di training. Ho assistito ad una di queste sessioni, qualche anno fa, e la mia impressione, allora (cioe' ormai qualche anno fa), fu che era piuttosto rudimentale.

Una training session presso Cryonics UK


Non fraintendetemi, questa gente fa molto piu' del sottoscritto (non dimentichiamo che se io parlo, loro fanno...) ma il dibattito sui livelli di danni causati nella preparazione del paziente al trasporto, nonche' durante il trattamento finale presso Alcor o Cryonics Institute (o KrioRus), e' rovente.

E' per questo che ho cominciato a chiedermi se l'introduzione di una normativa da parte di un ente statale non potrebbe avere un impatto positivo. Sospetto, pero', che finirebbe col concentrarsi su quale siano le ultime volonta' del paziente e sulla prevenzione di possibili truffe al suo danno, piuttosto che sulla qualita' del servizio reso (cioe' sulla qualita' della crioconservazione ottenuta alla fine del trattamento).

Quello che sarebbe veramente necessario, e ogni tanto qualcuno ne parla su Cryonet, e' che il settore si autoregolasse, idealmente con la creazione di un gruppo super partes incaricato di analizzare le procedure delle varie organizzazioni crioniche e di valutarne i risultati. Le varie organizzazioni crioniche dovrebbero dare completo accesso ai propri laboratori e ai propri pazienti gia' criopreservati e le osservazioni e i test fatti dovrebbero poi esser resi pubblici.

Questo scenario, al momento, mi sembra alquanto improbabile...

I problemi sono molti: chi finanzierebbe questi esperti indipendenti?  Chi li sceglierebbe? Le organizzazioni crioniche stesse? E come reagirebbe una di questa davanti a una 'pagella' dei vari gruppi, nella quale la propria organizzazione ottiene un'insufficenza?

Non che mi aspetti nulla del genere nell'immediato futuro... Ma se mai qualcosa del genere si realizzasse, ho un candidato ideale al ruolo: Mike Darwin. E' un pioniere della crionica, avendo partecipato alla sua prima criopreservazione all'eta' di 17 anni, nei primi anni '70, ed e' stato Presidente e Direttore della Ricerca presso la Alcor (oltre ad altri ruoli in varie iniziative crioniche). Inoltre, e' un perfezionista e non ha peli sulla lingua, essendosi piu' volte trovato in aperta polemica con praticamente tutte le organizzazioni crioniche in esistenza (in genere su questioni tecniche). Purtroppo, tutte le caratteristiche che ne fanno l'ideale candidato per il ruolo di esperto indipendente, lo rendono anche praticamente inaccettabile alle organizzazioni che dovrebbe monitorare...