26 settembre 2016

Otto video contro l'invecchiamento


Segnalo questi otto video della SENS Research Foundation di Aubrey de Grey, dedicati all'approccio SENS ai sette aspetti dell'invecchiamento - un video per ogni aspetto, piu' uno di introduzione, quello qui sopra, del quale ho tradotto il testo:

"Il paradosso del metabolismo: essenziale per la vita, ma, quando invecchiamo, spinge il deterioramento cellulare che porta ai disturbi della terza eta': malattie cardiache, Alzheimer, Parkinson, cancro, e molti altri. La SENS Research Foundation sta lavorando allo sviluppo di nuovi farmaci per riparare i danni causati ai nostri tessuti dal metabolismo, per un mondo
libero dalle malattie legate all'età."

Tutti i video sono narrati da Edward James Olmos, da tempo un sostenitore di SENS.

23 settembre 2016

Nuova canzone dei Beatles? No, l'ha scritta un'Intelligenza Artificiale



Il titolo la dice tutta... La canzone (Daddy's Car), e' stata scritta da FLOW MACHINES - Artificial Intelligence for the future of music, un laboratorio di ricerca della Sony.

Da SentireAscoltare: "Il software di Flow Machines è formato da un enorme database di spartiti e canzoni di generi e stili differenti che attraverso l’input umano è in grado di generare nuove melodie. Quella di Daddy’s Car, in particolare, è stata composta da AI in stile Beatles e, solo in seguito, il compositore francese Benoît Carré è intervenuto sulla produzione, sul mix e sulla scrittura del testo."

Un capolavoro non lo e', ma e' una visione di un futuro certamente in arrivo. Nel 2030 (?) potremo creare canzoni nello stile di Elvis, dei Doors o di Chopin, a richiesta. Magari dal futuro equivalente di Spotify...

21 settembre 2016

La crescita della crionica

Sulla lista Yahoo dei Venturisti troverete uno spreadsheet con i dati delle varie organizzazioni che offrono servizi di ibernazione umana: iscritti e 'pazienti', nonche' i dati nel corso degli anni. L'autore, una crionicista australiana, non pretende sia una lista esaustiva, ma mi sembra un ottimo sforzo. I dati provengono dai siti delle varie organizzazioni.

In breve:

PAZIENTI CRIOPRESERVATI: 340

Alcor 147, Cryonic Institute 138, KrioRus 51, Oregon Cryonics 4

PAZIENTI CRIOPRESERVATI, DIECI ANNI FA: 155

Alcor 76, CI 76, KrioRus 3, Oregon Cryonics 0

ISCRITTI (NB esistono vari livelli di 'iscrizione'): 2719

 Alcor 1401, CI 1308, Southern Cryonics, Australia 10; KrioRus non offre membership).


ISCRITTI, DIECI ANNI FA: 1447

Alcor 814, CI 633

Il messaggio mi sembra chiaro e incoraggiante: un quasi raddoppio per gli iscritti e piu' che un raddoppio per i pazienti. Ma anche essendo ottimisti e assumendo che il ritmo di crescita continui, fra altri dieci anni avremmo solo tre migliaia di crionicisti su un totale di sette miliardi di persone...

19 settembre 2016

Nuovo progetto anti-invecchiamento: la Age Reversal Therapeutics


Nel video qui sopra vediamo Bill Faloon, della Life Extension Foundation (LEF), al raduno longevista/immortalista RAADfest, tenutosi il mese scorso.

Il progetto si chiama Age Reversal Therapeutics (sito: www.agingcure.com) e mira a raccogliere 25 milioni di dollari per trovare una cura a quel processo degenerativo meglio noto come 'invecchiamento'.

L'obiettivo e' quello di identificare, sviluppare e rendere disponibili terapie in grado di mettere la retromarcia all'invecchiamento negli esseri umani e, allo stesso tempo, estendere la aspettative di vita sana.

La LEF non e' certo l'ultima venuta in questo settore: da anni popolarizza l'uso di integratori (che anche vende) e di medicinali mirati al rallentamento dell'invecchiamento: e' stata fra le prime a parlare dell'utilizzo longevista di sostanze quali aspirina, DHEA, metformina, CoQ10, melatonina e selegilina. E da anni investe anche nella ricerca medica.

Questo progetto, pero', e' diverso, in quanto mira a finanziare la ricerca tramite investimenti, piuttosto che donazioni, cercando di accordare passione longevista e interesse monetario. Gli investitori dovranno essere in grado di poter investire un minimo di 25.000 dollari, fino ad un massimo di 5 milioni. Vista la tendenza verso donazioni milionarie alla ricerca longevista (a partire dai sei milioni di dollari di Peter Thiel a SENS qualche anno fa), direi che la strategia della LEF potrebbe dimostrarsi vincente... Direi che e' una scommessa relativamente rischiosa, ma sono proprio gli investimenti piu' azzardati che promettono i profitti maggiori...

Per chi fosse interessato ad investire ecco il Private Placement Memorandum per la Age Reversal Therapeutics, Inc. (Pdf)

A chi non avesse 25.000 dollari a portata di mano posso solo consigliare di tenere d'occhio il sito dell'iniziativa e/o questo blog per futuri aggiornamenti...

15 settembre 2016

Aubrey de Grey e Yuval Harari: chiedimi quello che vuoi


Segnalo due Ask Me Anything di interesse longevista/transumanista: quello di Aubrey de Grey e Matthew O'Connor, della SENS Foundation lo trovate qui, e quello di Harari lo troverete su r/futurology a partire dal 16 settembre.

PS: carino l'alieno di Reddit con la barba di de Grey!

14 settembre 2016

Ibernazione umana (crionica) in Cina?!

I 'dewars' del Cryonics Institute
Stavo scrivendo qualcosa al proposito, quando mi e' stato segnalato questo articolo: Ibernazione ora anche in Cina.

Si tratterebbe di una azienda con 3.800 dipendenti e gia' attiva, citando dall'articolo, nei "settori della crioconservazione delle cellule prelevate dal sangue del cordone ombelicale, delle cellule staminali, dello stoccaggio degli ovociti e degli spermatozoi oltre naturalmente all’analisi genica e alla crioconservazione dei tessuti. Il loro piano è quello di fornire servizi di crioconservazione in tutta la Cina come una componente di un multiforme programma anti-invecchiamento. I servizi comprendono la stabilizzazione crionica mediante la collocazione di dispositivi mobili  di ossigenazione extracorporea a membrana, il trasporto privato in ambulanza, la perfusione, il cooldown controllato e lo stoccaggio a lungo termine."

Ora... Questo e' ovviamente uno sviluppo piu' che positivo, ma sono l'unico a notare qualcosa di inusuale? Fino ad oggi, ogni singola iniziativa crionica e' stata il risultato degli sforzi di pochi individui piu' o meno organizzati. Due di questi gruppi (Alcor e Cryonics Insitute) sono sopravvissuti fino a trasformarsi in organizzazioni stabili e di discrete dimensioni, ma questo sarebbe il primo caso di una impresa commerciale che si lancia nel settore della crionica. Certo, l'azienda in questione e' gia' presente in settori che possono essere descritti come vagamente simili, ma non e' da poco passare dagli spermatozoi ad un intero organismo.  Che stia cominciando ad emergere un certo livello di domanda per la crionica? In Cina?! Sarei molto curioso di vedere il business plan di questa iniziativa e i risultati delle loro ricerche di mercato, ammesso ne abbiano condotte...

Come non bastasse, l'azienda in questione sembra essere ancora in stealth mode per quanto riguarda questa iniziativa, per cui, fino a quando non rilasceranno un annuncio ufficiale, si tratta solo di sentito dire...

Detto tutto questo, leggo su NewCryonet (sul quale e' apparsa la notizia), che un dipendente della Alcor e' stato ingaggiato dalla azienda cinese in questione come consulente, il che mi sembra un buon segno.

Insomma, se questo fosse l'inizio di una nuova tendenza ne sarei piu' che contento. Rappresenterebbe l'inizio della fine della fase "dilettantesca" della crionica, potrebbe attirare altri imprenditori e potrebbe essere il primo passo della sua trasformazione in un servizio commerciale come tanti altri, un cambiamento che ne faciliterebbe l'adozione da parte del grande pubblico. Il che, a sua volta, porterebbe ad economie di scala e a costi meno alti.

Ma questa improvvisa deviazione dal corso storico della crionica mi fa includere questa notizia nella sezione "se son rose fioriranno"...

13 settembre 2016

OncoSENS: obiettivo raggiunto!

Buone notizie longeviste: la campagna di crowdfunding per OncoSENS ha avuto pieno successo! Mancano ancora quattro giorni alla scadenza, ma l'obiettivo dei 60.000 dollari e' stato gia' superato (67.905, al momento).

12 settembre 2016

Il monitoraggio multiparametrico: trend e opportunità

Ricevo e volentieri pubblico un articolo di interesse sia longevista che crionico, firmato dall’Ing. Vincenzo Gullà della Aditech e dal Dott. Daniele Chirico socio-fondatore della A.P.R.E.L (Associazione per la Protezione e l’Estensione della Vita).

L’evoluzione della tecnologia hightech verso il mondo health e wellness è oggi più tangibile che mai. Il mercato offre dozzine di soluzioni per misurare qualsiasi parametro vitale in grado di fornire tutti gli elementi per un’autodiagnosi. Oggi molti di questi apparati sembrano o sono dei gadget e cioè privi di qualsiasi garanzia o certificazione come è il caso per molte applicazioni da Smartphone che si interfacciano con braccialetti o cardiofrequenzimetri o altri apparati indossabili , nati prevalentemente per indirizzare il mercato dello sport dilettantistico.

Il confine tra l’applicabilità medica e quella wellness è molto labile. Ricordiamo che la maggioranza di questi apparati nasce dal concetto del monitoraggio parametrico da remoto, cuore della “antica” telemedicina, creato negli ani 80 dalla ATA ( American Telemedicine Association) .
Come si evolve il concetto di tele-monitoraggio: dalla assistenza domiciliare alla misurazione in mobilità

Da allora sono stati fatti passi da giganti grazie alla evoluzione in parallelo della tecnologia, delle telecomunicazioni wireless ed allo sviluppo di nuovi tessuti e modelli di sensori che hanno consentito di creare magliette, pantaloncini e calzini sensorizzati; per dirla con un solo concetto : il wearable in sinergia con il wireless è la nuova frontiera del m-health o del tele-monitoraggio “tout cure “.

Va da se che il passaggio dal monitoraggio  domiciliare in remoto dei parametri vitali di pazienti con accertate patologie a quello di semplice strumento di ausilio alla prevenzione (ad esempio in  soggetti particolarmente a rischio) è ormai una realtà che molti privati hanno già assimilato, come ampiamente dimostrato dal mercato delle applicazioni ed ausili m-health. (il  fatturato di questo mercato  crescerà, secondo la Berg Insight, società di ricerche svedese, a un tasso del 32,1% annuo tra 2015 e 2020, raggiungendo un valore di 25 miliardi di euro alla fine del decennio) .

Ciò dimostra come la richiesta  di semplici  dispositivi e strumenti per il   monitoraggio costante dei parametri vitali nei soggetti perfettamente sani,  quindi in un contesto di prevenzione,  sia sempre più sentito dai consumatori .

Come accennato tutto ciò è reso possibile e facile  anche grazie all’elevata compliance che tali dispositivi hanno raggiunto  nella misurazione parametrica oltre alla scarsa invasività dei rilevatori realizzati  con sensoristica wireless.


La stragrande maggioranza di questi wearable device è stata creata per il mondo sportivo, l’auto allenamento ed  il mantenimento del proprio  stato di wellness . Molti difatti sono multiparametrici cioè includono misurazioni come   frequenza cardiaca, respiratoria, accelerazione, attività muscolare, ossigenazione ecc.

La maggior parte dei dispositivi oggi in commercio operano controllando il superamento di determinate soglie e generando, eventualmente, degli allert o messaggi di avviso ; tuttavia, la quasi totalità dei sistemi di monitoraggio attualmente in commercio, utilizza per la segnalazione di eventuali situazioni anomale algoritmi e tecniche basate su di un’analisi quantitativa dei parametri monitorizzati senza però far riferimento al contesto nel quale detti parametri sono stati rilevati.

La sola acquisizione ed elaborazione dei dati in maniera decontestualizzata, spiega l’Ing . Vincenzo Gullà della Aditech, può infatti  causare notevoli errori nell’identificazione di situazioni anomale (si pensi, ad esempio, ad una persona che in fase di monitoraggio effettua una breve corsa la quale causerà un normale aumento della frequenza cardiaca; ciò comporterebbe ad esempio un naturale superamento della soglia precedentemente fissata per segnalare episodi di tachicardia, mentre la situazione non dovrebbe essere considerata in realtà potenzialmente pericolosa).
La conoscenza del contesto  o context awareness diviene quindi un concetto importante, ma come può essere rilevato ?

Il contesto può essere identificato attraverso la conoscenza e messa a fattor comune di tutti i parametri misurati utilizzando apposite piattaforme software che valutano secondo flussi logici o  probabilistici ( come ad esempio la logica di fuzzy per grandi numeri ) effetti e sintomi rilevati misurando congiuntamente la frequenza  cardiaca a e respiratoria, la postura , l’HRV ( heart rate variability ) il movimento, l’intensità  di attività e  la velocità con cui si sta spostando un soggetto (misurabili tramite ad esempio un accelerometro ed un rilevatore GPS).


Esempio di “cruscotto” multiparametrico dove è possibile vedere in tempo reale una pluralità di parametri live e correlare attività e comportamento fisiologico (interfaccia utente ADLIFE)

Ma vediamo quali sono i parametri più importanti:

Il monitoraggio cardiaco

L’elettrocardiogramma rappresenta sicuramente da sempre il più diffuso ed utile strumento diagnostico per tutti i principali tipi di cardiopatie
In questo caso i sistemi possono sia effettuare  l’analisi locale dell’ECG e informare il paziente sui sintomi, consentendo così allo stesso di affrontare il problema mentre al contempo inviano un messaggio di allarme a un centro di controllo, cosicché specialisti cardiologi possono osservare le anormalità registrate .

Monitoraggio della saturazione dell’ossigeno

La saturazione di ossigeno è anch’esso un parametro molto importante e che può essere misurata in maniera non invasiva attraverso apparecchi portatili chiamati plusiossimetri (od ossimetri o saturimetri), che permettono di stimare rapidamente la quantità di emoglobina legata all'ossigeno applicando l'apposito sensore ad un parte del corpo.

Monitoraggio della frequenza respiratoria

Il monitoraggio della frequenza respiratoria può essere un ottimo sistema per evitare l’insorgenza di segnali falsi positivi. Difatti arresto cardiaco e arresto respiratorio sono intimamente legati. Per cui un segnale di arresto cardiaco non seguito entro un certo tempo da un segnale di arresto respiratorio dovrà essere interpretato sicuramente come un falso positivo.

Monitoraggio della Attività
Spesso sottovalutata è una variabile importante per capire quale sia il reale stato di salute di una persone. In genere maggiore è l’attività migliore è lo stato di salute della persona  osservata e migliore è la sua qualità di vita.

La Aditech s.r.l di Ancona società specializzata in sistemi di telemonitoraggio in medicina in collaborazione con la A.P.R.E.L. (Associazione per la Protezione e l’Estensione della Vita) sta sviluppando proprio questo tipo di progetto basato sulla tecnologia wearable (indossabile)  individuando la tecnologia indossabile e non invasiva  più adatta  e integrando nella stessa piattaforma una serie di applicazioni e programmi di analisi e confronto per fornire in ogni momento un quadro completo della salute della persona osservata . Gli indumenti saranno sponsorizzati da importanti marchi nel settore dell’abbigliamento che già da tempo guardano il mercato della sensoristica wearable come il prossimo traguardo.

Infine tra le possibili applicazioni futuristiche di tali sistemi vi è sicuramente la possibilità di telemonitorizzare soggetti iscritti a specifici programmi di prevenzione, come ad esempio le persone che aderiscono ai programmi di ibernazione umana, ove la conoscenza delle condizioni fisiologiche dell’utente, in ogni momento della sua vita, può determinare effetti decisionali molto importanti.

“Ad oggi esistono più di 400 persone già ibernate e oltre 2.000 iscritti in tutto il mondo”, spiega il Dott. Daniele Chirico in Medicina e Chirurgia: “sono convinto che in futuro le conoscenze medico-scientifiche saranno così avanzate da permettere di riportare in vita le persone ibernate, nonché di ripristinare in esse la condizione giovanile e di salute.”

9 settembre 2016

Metformina e malattie cardiovascolari

La metformina e' studiata come possibile terapia per le malattie cardiovascolari. Qualche anno fa i dubbi sul suo utilizzo in pazienti sia diabetici che con disturbi cardiaci furono dispersi da questo studio, ma i 'meccanismi molecolari' dei suoi effetti cardioprotettivi non erano ancora stati scoperti. Si pensava che fossero il risultato della sua azione anti-diabetica, ma in uno studio pubblicato sulla rivista della American Hearth Association, la metformina ha dimostrato di essere anti-infiammatoria.

L'uso di altri agenti anti-infiammatori, quali aspirina e ibuprofene, non ha dato risultati stellari come terapia cardiaca. A quanto pare, pero', la metformina agisce in modo diverso, cioe' inibendo il NF-kB, un complesso proteico che causa infiammazione. Questo e' un ruolo utile in certe circostanze, ma con l'avanzare dell'eta' il NF-kB diviene iperattivo causando uno stato di infiammazione sistemica cronica, quello che in inglese e' stato battezzato inflammaging (inflammation + aging, cioe' infiammazione + invecchiamento).

Il passo successivo sara' di chiarire esattamente come la metformina inibisca il NF-kB e di

Lo studio: Anti-Inflammatory Effects of Metformin Irrespective of Diabetes Status

La sezione del blog dedicata alla metformina.

7 settembre 2016

Ending Aging. La fine dell'invecchiamento, di Aubrey de Grey

Concedetemi un momento di nostalgia: la mia copia l'ho ricevuta direttamente dall'autore al mio arrivo alla conferenza SENS di Cambridge, nel settembre 2007... Quasi dieci anni dopo, eccone finalmente la traduzione italiana! sta finalmente per uscirne la traduzione italiana (a fine settembre, se tutto andra' bene)

Dal sito dell'editore:

Siamo realmente condannati ad invecchiare?

Quello che avete tra le mani in questo momento non è un semplice libro: è un manifesto, una chiamata alle armi, una controversa disamina sullo stato dell’arte riguardo la lotta all’invecchiamento. Nel 2007, quando questo testo venne pubblicato per la prima volta in inglese dalla St. Martin’s Press di New York, con il titolo Ending Aging, le reazioni furono decisamente polarizzate: da un lato, le voci contrarie si opponevano in modo talmente forte alle idee contenute in questo testo da essere oggetto di un forte interesse politico negli Stati Uniti. Dall’altra però, riuscì ad avvicinare migliaia di persone in tutto il mondo al dibattito legato alle possibilità che la scienza può offrire al genere umano. Al tempo, Aubrey de Grey presentò ad un pubblico generalista una tesi allo stesso tempo sconcertante e provocatoria: il nostro corpo non ha una data di scadenza, e, attraverso la scienza, può virtualmente vivere per sempre. Non solo: la vecchiaia è una malattia che, proprio come la poliomelite, può essere sconfitta. L’elisir di eterna giovinezza potrebbe trovarsi, tra qualche anno, tra le mani di qualche scienziato…

Al momento, Ending Aging e' in offerta a soli 10 Euro.

5 settembre 2016

La rapamicina allunga la vita anche con interventi brevi

Rapamicina
La rapamicina (Sirolimus) e' da tempo sulla lista dei potentziali farmaci longevisti, ma e' anche considerata una lama a doppio taglio a causa dei suoi effetti collaterali (immunosoppressione). Non a caso altri 'farmaci longevisti' sono in genere preferiti da coloro in cerca di sostanze allunga-vita (penso soprattutto a metformina, aspirina e selegilina).

Ma forse le cose stanno cambiando, come ho gia' segnalato recentemente, e un nuovo studio sembra anch'esso puntare in quella direzione.

Gia' sapevamo che la rapamicina allunga la vita dei roditori e che puo' "rallentare la disfunzione connessa all'invecchiamento nei roditori e negli umani", ma manca chiarezza sulle dosi e sulla durata del trattamento.

I ricercatori hanno somministrato la sostanza a topi di laboratorio descritti come di mezza eta', per tre mesi. Il risultato e' stato un miglioramento degli indicatori di salute e un allungamento della speranza di vita fino al 60%.

L'intervento farmacologico ha anche causato un 'rimodellamento' della flora intestinale.

Fra gli animali da laboratorio femmine, i ricercatori hanno anche determinato una dose che non risulta nell'estensione della vita, ma in un aumento dei tumori (immagino causato dalla immunosuppressione tipica della rapamicina).

L'abstract dello studio conclude dicendo che "questi dati suggeriscono come il trattamento breve in eta' avanzata [...] puo' ritardare l'invecchiamento, influenzare l'occorrenza di tumori e modulare la flora intestinale".

Mi chiedo se si possa davvero descrivere l'intervento di tre mesi come 'breve', dato che i topi in questione avevano tra i 20 e i 21 mesi di eta', ma nell'insieme direi che le buone notizie sulla rapamicina continuano - e il mio monitoraggio anche...

L'intero studio e' online: Transient rapamycin treatment can increase lifespan and healthspan in middle-aged mice.

1 settembre 2016

Homo Deus: una breve storia del domani (2)

Mancano pochi giorni all'uscita del gia' segnalato Homo Deus (8 settembre) e l'ultima pubblicazione di Yuval Noah Harari, gia' autore del best-seller Sapiens: A Brief History of Humankind, ha fatto una raffica di interviste e' il soggetto di una serie di recensioni:

- The Guardian: Homo Deus by Yuval Noah Harari – how data will destroy human freedom

- Il Financial Times: Yuval Harari on big data, Google and the end of free will

- La BBC ha creato una breve animazione per riassumere uno dei concetti chiave della sua opera ("Siamo probabilmente una delle ultime generazioni di Homo Sapiens")

E sul sito della Lifeboat Foundation, Steve Fuller ne fa una recensione: Steve Fuller’s Review of Homo Deus: A Brief History of Tomorrow by Yuval Noah Harari

29 agosto 2016

Metformina: una spiegazione per l'azione anti-tumorale

Rappresentazione schematica della 'epithelial to mesenchymal transition'

Non sono per niente sicuro che in italiano si traduca così, ma la 'transizione epiteliale-mesenchimale' (epithelial to mesenchymal transition) e' un passaggio chiave nel processo che porta una cellula sana a trasformarsi in una cellula tumorale.

Molti tumori originano nei tessuti epiteliali. Wikipedia: un "aspetto caratteristico delle cellule epiteliali è quello di essere polarizzate: sono cioè provviste di due superfici distinte: una rivolta verso la membrana basale sottostante, detta superficie basale, e l'altra rivolta invece verso il lato superiore dell'epitelio". La parte rivolta verso la membrana sottostante fa' da 'radice', mantenendo la cellula in posizione.

Per diffondersi (metastasi) una cellula tumorale deve perdere queste caratteristiche e sviluppare invece quelle delle cellule mesenchimali (e qui torno a sottolineare che questa mia traduzione dall'inglese e' probabilmente inesatta - confronta Mesenchyme e Mesenchima). Ad ogni modo, il punto e' che devono distaccarsi dal tessuto sottostante, diventando in grado di muoversi.

Ebbene, uno studio condotto da un gruppo di ricercatori indiani ha scoperto che la metformina, almeno in uno studio in provetta, ma su cellule umane, mette la retromarcia alla transizione dal primo tipo di cellula (quello sano, chiamiamolo 'stazionario') al secondo (quello tumorale, chiamiamolo 'mobile').

Questa e' una spiegazione estremamente semplificata dei meccanismi coinvolti (vedi l'abstract qui sotto per i dettagli), ma il tutto sembra gettar luce sui risultati di altri studi che hanno rivelato minore incidenza di tumori fra diabetici (dosati con metformina) che fra non-diabetici (che non hanno assunto metformina). Qui un mio articolo con dettagli e collegamenti. E conferma la 'fama' della metformina come uno, se non il, principale farmaco longevista oggi in esistenza. Non a caso ne assuno un grammo al giorno, ormai da anni, e gli ho dedicato un'intera sezione del blog...

L'astract: Metformin mediated reversal of epithelial to mesenchymal transition is triggered by epigenetic changes in E-cadherin promoter.

Immagine: By Hardrockcrossing 

26 agosto 2016

Il pubblico (USA) e' 'preoccupato' dalla prospettiva del potenziamento umano


Uno studio del Pew Research Institute ha dato i risultati illustrati qui sopra. Confrontati con tre possibili tecnologie potenzianti si sono dichiarati Entusiastici (Enthusiastic) o  Preoccupati (Worried). Come potete vedere, la maggioranza e' decisamente dalla parte 'preoccupata'. O possiamo decidere di restare ottimisti e consolarci del fatto che come minimo un terzo del pubblico si e' dimostrato entusiasta... D'altra parte, e parlo da ovvio 'entusiasta', una certa dose di 'preoccupazione' non mi sembra del tutto fuori posto, se vogliamo che tali tecnologie siano efficaci, certo, ma anche sicure...

Le tre tecnologie piu' o meno ancora all'orizzonte usate come esempi sono (da sinistra a destra nella tabella qui sopra): editing genetico mirato a ridurre il rischio di malattie; potenziamento cognitivo tramite chip impiantato nel cervello; potenziamento fisico tramite sangue sintetico.

Fonte: U.S. Public Wary of Biomedical Technologies to ‘Enhance’ Human Abilities.

25 agosto 2016

Intelligenza Artificiale e il suo impatto sulla societa' futura: otto scenari

Letture estive: SingularityHub ha raccolto otto diversi punti di vista sull'Intelligenza Artificiale (I.A.), i suoi progressi e il suo futuro impatto.

"Inaspettate e converventi conseguenze. Ecco cosa succede quando otto tecnologie esponenziali diverse arrivano tutte insieme", questa l'introduzione di SingularityHub (un sito gestito dalla Singularity University) ad otto interviste da loro condotte nel corso dell'ultimo anno. Traduco liberamente/riassumo le introduzioni ai vari articoli.

Peter Diamandis: A che punto e' l'I.A. e cosa ci aspetta dietro l'angolo

La rivoluzione della I.A. che avra' luogo nei prossimi tre anni la portera' in tutti gli oggetti intorno a noi, integrando sensori e networks, e rendendo tutti i sistemi 'smart'. L'utilizzo di I.A. incoraggera' la trasparenza e l'interazione senza interruzioni fra dispositivi, personalizzandoli e rendendoli di facile utilizzo. Leggi tutto: Where Artificial Intelligence Is Now and What’s Just Around the Corner

Commento: Speriamo, perche' interazione e facile utilizzo restano troppo spesso sogni lontani nell'esperienza di ogni giorno... Si noti comunque che non stiamo parlando di I.A. avanzata (Strong A.I.).

Ray Kurzweil: Come possiamo prepararci per la rivoluzione dell'I.A? 

Prima di essere investiti da quello tsunami che sara' l'I.A, e prima di esserne completamente integrati, dovremmo sforzarci di modificare i modelli mentali ricevuti come eredita' della nostra evoluzione, sbarazzandoci dei modelli di pensiero antiquati. Cosa ci riserva il futuro? Pensiamo al nostro passato: le tecnologie potenzianti sono un processo graduale, in marcia da lungo tempo. Leggi tutto: How Should We Prepare for the AI Revolution? Ray Kurzweil Responds in This Q&A [Video]

Commento: Non ci pensiamo neanche, ma cosa facciamo ogni volta che saliamo in macchina, usiamo un telefono, mettiamo gli occhiali? Usiamo una tecnologia potenziante. E' una tendenza che procede da quando l'ominide di 2001 Odissea nello spazio utilizzo' un osso come arma ;-) e che sembra destinata a continuare...

Hod Lipson: Ecco cosa succede quando le macchine sognano

Non c'e' dubbio che siamo una specie animale affascinata dai nostri sogni. Forse e' per questo che le immagini vagamente oniriche pubblicate da Google hanno colpito la nostra immaginazione. Le immagini in questione sono state 'sognate' da un computer... Cosa succede' quando un software assorbe immagini, testi, etc? Puo' estrarne idee originali? Dov'e' il confine fra la nostra creativita' e quella di un computer? Leggi tutto: This Is What Happens When Machines Dream

Umani vs Macchine? No, Umani + Macchine = Futuro

Non mi preoccupa l'I.A. che ci usurpa, e non penso dobbiamo cercare di ricreare il cervello umano. Dobbiamo lasciarci ispirare dal cervello per cambiare l'architettura dei sistemi di elaborazione correnti per poter gestire dati e meglio comprendere l'universo intorno a noi. Leggi tutto: Forget Humans vs. Machines: It’s a Humans + Machines Future

OpenAI: bastera' la trasparenza a proteggerci da un'I.A. ostile?

Il progetto OpenAI si basa su alcune domande circa il nostro futuro: cosa potra' fare l'I.A. fra cent'anni? Dovremmo esserne preoccupati? Possiamo lasciare il suo sviluppo nelle mani di giganti in cerca di profitto quali Google, Facebook e Apple (che hanno tutti investito nel settore)? Potremmo perdere il controllo dell'I.A? Potrebbe, citando Elon Musk, distruggere l'Umanita'? Leggi tutto: Inside OpenAI: Will Transparency Protect Us From Artificial Intelligence Run Amok?

L'I.A. di Google ha sconfitto un campione (umano) di Go dieci anni prima del previsto. Ecco come ha fatto

Go e' il re dei giochi, in termini di complessita'. Richiede sia logica che intuizione. Demis Hassabis ha dichiarato che l'aspetto piu' significativo della vittoria di AlphaGo e' che non e' un semplice sistema esperto, basato su regole fatte su misura. Utilizza, invece, tecniche generali di apprendimento automatico. Leggi tutto: How Google’s AI Beat a Human at ‘Go’ a Decade Earlier Than Expected

Atlas Robot cresce

E' ormai qualche anno che seguiamo la spesso sorprendente evoluzione dei robot della Boston Dynamics. Big Dog e Alpha Dog sono stati fra i primi. Piu' tardi i loro robot umanoidi ci hanno sorpreso - e forse anche un po' spaventato. L'ultima vesione del loro Atlas sembra essere un altro passo in avanti. Leggi tutto: Atlas Robot Is More Capable (and Human) Than Ever in Latest Video

L'ultima frontiera dall'I.A: creativita' e autocoscienza?

Hod Lipson, e' un professore della Columbia University e il direttore del loro Creative Machines Labs, e vuole raggiungere la prossima era dell'I.A. Si tratta di un'era che sara' contrassegnata da sistemi ispirati dalla biologia, macchine in grado di evolversi e di automodellarsi, macchine in grado di avere idee e di metterle in pratica. Leggi tutto: The Last Frontiers of AI: Can Scientists Design Creativity and Self-Awareness?

SingularityHub: 8 Takes on the Rise of AI and Its Implications

22 agosto 2016

La ricerca anti-invecchiamento avanza: OncoSENS e MitoSENS

Un paio di aggiornamenti longevisti:

1) La campagna di crowdfunding per il gia' segnalato progetto OncoSENS che Estropico sostiene (vedi in alto a destra nella in cima al blog) ha ricevuto un matching grant di 15.000 dollari. Cio' significa che vuol dire che per ogni dollaro donato dal pubblico, due generosi sostenitori ne doneranno un altro (fino, appunto, a 15.000). Conseguentemente, la campagna e' stata allungata di 30 giorni e ora terminera' il 18 settembre. Donate, donate, donate! Personalmente, questa volta ne ho dati 50, ma le donazioni partono da 5 dollari.

2) Ricordate MitoSENS, un altro progetto della SENS Research Foundation, anch'esso finanziato tramite crowdfunding? Aubrey de Grey ha recentemente annunciato un importante passo avanti. L'idea di MitoSENS e' di creare delle copie dei geni mitocondriali da posizionare all'interno del nucleo della cellula, dove produrrebbero le loro proteine al riparo dall'inevitabile stress ossidativo presente nei mitocondri. Ebbene, i ricercatori della SENS sono riusciti a far produrre due proteine all'interno del nucleo di cellule coltivate in laboratorio. Si tratta di 'solo' due proteine (delle tredici necessarie), ma e' la prima volta che e' stato possibile. Lo studio sara' pubblicato su Nucleic Acids Research.

20 agosto 2016

Rejuvenation Biotechnology 2016: la registrazione dell'INTERA conferenza e' online!

I tre video qui sotto sono la registrazione integrale della conferenza organizzata dalla SENS Foundation - si parla di 12/14 ore di presentazioni!! Quindi fatevi un caffe', mettetevi comodi davanti al ventilatore/aria condizionata e lanciatevi in questa autentica maratona longevista! :-)

Io non ho ancora cominciato, ma tornero' sull'evento man mano che mi imbattero' in qualcosa di interessante - tempo permettendo...






18 agosto 2016

Osiris: una nuova organizzazione crionica americana

Esco dal torpore estivo per segnalare (brevemente) la nascita di un'altra organizzazione crionica, Osiris Cryonics (il riferimento, ovviamente, e' al dio egizio della morte e dell'oltretomba).

Dico subito che ho notato non poco scetticismo su NewCryoNet - la crionica non e' esattamente un settore enorme e le persone coinvolte in Osiris non sembrano essere molto conosciute fra coloro che si occupano di crionica da anni. Forse questo e' un buon segno, nel senso che l'idea sta cominciando ad attirare gente nuova. Vedremo. Nel frattempo il gruppo sara' il primo sulla costa est degli Stati Uniti, piu' precisamente a Miami. La scelta della Florida non e' casuale, dato che e' la destinazione di numerosissimi pensionati benestanti. E i prezzi della Osiris sembrano mirati proprio ad un pubblico di quel tipo, dato che sono persino piu' alti di quelli della Alcor (whole body, niente neuro).

La sede della Osiris (vedi foto), aprira' in ottobre.

Qui un comunicato stampa: TransMedia Group to Publicize First Cryonics Facility on East Coast Where 'Residents' Stay Perfectly Preserved In Miami Awaiting Return To Life Decades Later

16 agosto 2016

I fondamenti scientifici dell’ibernazione


Segnalo questo articolo degli amici di Cryonics.it:

La morte non è un processo già avvenuto ma un processo che sta solo per iniziare al verificarsi di un arresto cardiaco.

Nonostante la necessità legale di definire un confine rigido tra la vita e la morte, dal punto di vista biologico e fisiologico non possiamo parlare di vita e di morte come di una semplice realtà dicotomica. La morte è un processo graduale e impiega del tempo per verificarsi.

Essere quindi morto dal punto di vista giuridico non significa essere morto dal punto di vista biologico e soprattutto irreversibilmente.

Su queste basi scientifiche fonda i suoi principi l’ibernazione.

Leggi tutto: I fondamenti scientifici dell’ibernazione

12 agosto 2016

Piu' leggi (libri), piu' vivi

Un riassunto dello studio in questione (condotto dalla School of Public Health dell’Universita' di Yale e pubblicato su Social Science & Medicine):

- 3635 partecipanti, sopra i 50 anni di eta', hanno fornito dettagli sulle loro abitudini di lettura
- Dopo dodici anni, gli studiosi hanno controllato i livelli di mortalita'
- Coloro che hanno letto giornali e riviste, ma non libri, sono vissuti leggermente piu' a lungo dei non lettori (l'abstract non fornisce altri dettagli)
- Coloro che hanno letto libri fino a 3,5 ore la settimana hanno dimostrato una mortalita' del 17% inferiore, rispetto a coloro che non leggono
- Coloro che hanno letto libri per piu' di 3,5 ore la settimana hanno dimostrato una mortalita' del 23% inferiore a coloro che non leggono
- Nel corso dei dodici anni dello studio, i lettori (di libri) sono sopravvissuti quasi due anni in piu' dei non lettori
- L'abstract dello studio conclude: questi risultati suggeriscono che i benefici della lettura includono una vita piu' lunga, nella quale leggere piu' libri...

Preoccupantemente, leggo su un sito italiano che "il numero dei lettori in Italia è stabile e restiamo uno dei Paesi europei in cui si legge di meno in assoluto. L’Istat ha rivelato che nel 2015 solo il 42% degli italiani ha letto almeno un libro in un anno, mentre una famiglia su dieci non possiede alcun libro. Sono le donne le lettrici più accanite: il 48,6% contro il 35% dei maschi."

L'abstract dello studio:

A chapter a day: Association of book reading with longevity

Articoli:

Read More Books to Increase Longevity
Reading books could increase lifespan
Leggere potrebbe allungare la vita
Leggere allunga la vita

10 agosto 2016

Le bidonville del futuro

Un architetto di Brooklyn, ma di origini nigeriane, immagina una Lagos del futuro, nella quale baraccopoli e grattacieli si fondono in una strana simbiosi che mi fa pensare sia al genio dell'arte di arrangiarsi, che ad un certo fatalismo sul tipo di progresso che possiamo aspettarci dalle nazioni in via di sviluppo. Non so decidere se questa sia una visione del futuro ottimistica o pessimistica...

Altre immagini, da WebUrbanist:




9 agosto 2016

Un tour virtuale dei laboratori di OncoSENS


Un video, girato a 360 gradi, dei laboratori SENS dedicati al progetto OncoSENS

E questa e' la pagina della campagna di crowdfunding (le donazioni partono da 10 dollari...)


4 agosto 2016

Un centro crionico in Europa? Conferenza sull'ibernazione umana - Basilea, 12 e 13 novembre 2016


Buone notizie sul fronte della crionica. Ho ricevuto un aggiornamento sul 1° Congresso Internazionale di Ibernazione umana che ho brevemente segnalato qualche tempo fa, tramite gli amici di Cryonic.it, che nel frattempo si e' evoluta in A.P.R.E.L  (Associazione per la Protezione e l’Estensione della Vita Umana) con tanto di nuovo sito (Ibernazione Umana), dal quale copio e incollo:

Basilea 2016

Saranno presenti nomi illustri nel campo della crionica come Max More dell’Alcor Foundation (www.alcor.org), Ben Best (www.benbest.com) e  Aschwin de Wolf, ci saranno inoltre i rappresentanti delle principali organizzazioni a livello europeo come la Cryonics-uk (www.cryonics-uk.org), la Cryonics Germany (www.cryonics.de), la Spanish Cryonics Foundation (www.crionica.org), la Dutch Cryonics Organisation (www.cryonisme.nl), la CryoSuisse (www.cryosuisse.ch) e naturalmente anche noi della Cryonics-it (questo sito).

Durante la conferenza verranno affrontate numerose questioni a partire dalla costituzione di una organizzazione a livello europeo che si occuperà del coordinamento a livello centrale dei vari gruppi e di fornire assistenza in caso di emergenza attraverso i confini; verranno inoltre affrontati numerosi altri temi come quelli legati alla definizione di un protocollo crionico unico europeo e al riconoscimento dell’ibernazione quale fondamentale diritto dell’uomo.

Sembra che durante il congresso si parlerà anche e soprattutto di un’altra importante questione ovvero  la costruzione del primo centro di ibernazione umana in Europa e, a tal proposito, sembrano già trapelare le prime indiscrezioni: le principali candidate in lista ad ospitare il nuovo centro sembrano essere proprio la Svizzera e l’Italia.

1 agosto 2016

Torniamo a parlare di rapamicina per allungare la vita

La rapamicina fu scoperta in un campione di terreno dall'Isola di Pasqua (Rapa Nui, ergo il nome)

La rapamicina (Sirolimus) e' il medicinale anti-invecchiamento piu' efficace finora scoperto - non a caso che me ne sono gia' occupato (qui, insieme a metformina e resveratrolo).

Molte altre sostanze funzionano su insetti e vermi da laboratorio, ma falliscono sui mammiferi, mentre la rapamicina costantemente estende le speranze di vita dei topi piu' del 20%. E agisce anche se somministrato in tarda eta'...

Da Wikipedia: "Recentemente si è appreso che la rapamicina è in grado di aumentare l'aspettativa di vita nei topi da laboratori e dunque i suoi effetti antiproliferativi potrebbero avere un ruolo anche nella cura del cancro. In particolare da uno studio pubblicato su Stem Cell Reviews and Reports nel 2012 è emerso che l'esposizione delle SSCs di topo alla rapamicina (capace di inibire il differenziamento cellulare e promuovere l'auto-rinnovamento delle cellule staminali) determina valori di espressione genica delle deacetilasi istoniche opposti rispetto a quelli visti nel differenziamento e nell'invecchiamento. Il lavoro è stato condotto su esemplari di topo maschi sottoposti ad iniezioni intraperitoneali giornaliere di rapamicina per due settimane."

Peccato che, come ci ricorda Josh Mitteldorf nel suo Rapamycin Redux, essa sia un potente immunosoppressore ed e' infatti usata nei recipienti di trapianti d'organi. Insomma, un'approccio rischioso e da evitare...

O almeno cosi' sembrava, dato che alcuni recenti studi sembrano contraddire quanto sopra.

Callitrichinae
Uno studio su scimmie non ha rivelato effetti collaterali, con dosi equivalenti a 50 volte quelle tipicamente usate per gli esseri umani. Le scimmie in questione, le adorabili Callitrichinae, vivono fino ai circa dodici anni di eta', per cui non si hanno dati su eventuali effetti della rapamicina sulle loro speranze di vita. Un effetto collaterale tipico della somministrazione di rapamicina in topi di laboratorio e in recipenti di organi, e' la glicemia alta, ma le scimmiette in questione non ne hanno dato segno. Gli autori dello studio fanno notare che non abbiamo dati sugli effetti del sirolimus su esseri umani sani, ma soprattutto su recipienti di trapianti, i quali spesso devono assumere anche molti altri farmaci, il che potrebbe rendere difficile identificare l'impatto di ogni singola sostanza.

Sembra, pero', che il rapporto fra rapamicina e sistema immunitario sia piu' complicato di quanto si pensasse, dato che un altro studio ha riscontrato addirittura un miglioramento della funzione immunitaria in pazienti anziani con un 'cugino' della rapamicina, l'Everolimus, o RAD001, anch'esso utilizzato per la prevenzione del rigetto nei trapianti, ed anch'esso tramit azione su mTOR (mammalian target of rapamycin, o bersaglio della rapamicina nei mammiferi).

Altri studi, pero', gettano acqua sul fuoco: uno ha rilevato un raddoppio del rischio-infezioni in pazienti affetti da tumori a cui e' stato somministrato everolimus; un altro, su topi infettati con il virus dell'influenza e a cui fu somministrato un farmaco antivirale, ha mostrato come i topi medicati anche con la rapamicina abbiano subito immunosoppressione.

Uno studio su cani anziani ha dimostrato un miglioramento generale della loro salute, ma con alcuni effetti collaterali potenzialmente problematici: un aumento dei trigliceridi (associati con i problemi cardiaci) e un disturbo della "omeostasi del glucosio" (associato al diabete). Mitteldorf specula che chi decidesse di sperimentare con la rapamicina dovrebbe forse aggiungere la metformina al proprio protocollo.

Il ricercatore piu' entusiasta di questa sostanza e' senza dubbio il russo-americano Mikhail Blagosklonny, secondo il quale avrebbe meno effetti collaterali dell'aspirina. Secondo Mitteldorf, il pettegolezzo circolante e' che Blagosklonny assuma lui stesso la rapamicina a scopi longevisti (un articolo di Bloomsberg su di lui).

Secondo Blagosklonny, la rapamicina:

  1. sopprime la 'geroconversione', la conversione da quiescenza celluare a senescenza cellulare
  2. estende la speranza di vita in tutte le specie animali sulle quali e' stata sperimentata
  3. agisce su mTOR e gli interventi genici su mTOR allungano la vita di organismi (dai lieviti ai mammiferi)
  4. agisce su mTOR e la restrizione calorica allunga la vita
  5. agisce su mTOR e mTOR e' coinvolto nei disturbi dell'invecchiamento, disturbi prevenuti dalla rapamicina in animali da laboratorio
Le conclusioni di Mitteldorf

La rapamicina e', oggi come oggi, il nostro miglior canditato (come medicinale anti-invecchiamento). Sembra in grado di allungare sia healthspan (la parte della vita passata in buona salute) che lifespan (la durata totale della vita). La domanda da cento milioni e' se sia sicuro ed efficace negli esseri umani, ma potremmo non avere mai una risposta: il brevetto sulla rapamicina e' scaduto e le aziende farmaceutiche non hanno incentivi a studiarla... Come non bastasse: si tratta di una sostanza estremamente costosa ed e' difficile stimare quale potrebbe essere una dose adatta all'uso su esseri umani.

Le mie conclusioni

Senza dubbio una sostanza da tener d'occhio, ma non ancora alla portata della stragrande maggioranza dei longevisti e, piu' importante, tutt'altro che esente da rischi ed incertezze che richiederebbero alti livelli di monitoraggio (frequenti esami del sangue, etc). Fino a quando saranno disponibili altri dati, ritengo che metformina, aspirina (in piccole dosi) e selegilina, restino le sostanze (teoricamente) longeviste sulle quali esistono piu' dati, nonostante anch'esse comportino rischi da monitorare.

Poco entusiasmante? Dolorosamente vero... E' per questo che tengo d'occhio e supporto iniziative con obiettivi piu' ambiziosi e che potrebbero rendere obsoleti tutti gli approcci discussi in questo articolo... (qui un recente esempio).

28 luglio 2016

Un progetto per porre fine alla tragedia dell'invecchiamento

Quando parlo di ricerca anti-invecchiamento con qualcuno che non ne ha mai sentito parlare, mi sento spesso dire che nessuno vuole campare cent'anni perche' a quell'eta' non sarebbe certo una bella vita... E che, piuttosto, bisognerebbe concentrarsi sulle malattie tipiche della terza eta' (Alzheimer e Parkinson, per esempio).

Il messaggio che e' necessario comunicare se vogliamo che la il longevismo prenda piede, e' che il declino fisico-intellettuale e i disturbi tipici della terza eta' sono prevenibili, in teoria, intervenendo direttamente sulla loro causa sottostante: l'invecchiamento...

E se c'e' un'organizzazione all'avanguardia nella ricerca anti-invecchiamento e' senza dubbio la SENS Research Foundation di Aubrey de Grey, della quale mi sono appena occupato, segnalando il primo successo del loro piu' recente progetto: Dieci milioni di dollari per la ricerca anti-invecchiamento (SENS e startup).

L'obiettivo di Project|21 e' di raccogliere 50 milioni di dollari per la ricerca longevista, da individui, fondazioni ed aziende. Un obiettivo parallelo e' quello di incoraggiare il nascente settore della rejuvenation biotechnology ('biotecnologie per il ringiovanimento'). Entro il 2021 (ergo il nome del progetto), la SENS spera di arrivare ai primi test clinici.

Aubrey de Grey ha dichiarato che la sconfitta dell'invecchiamento richiedera' investimenti su larga scala per un settore delle biotecnologie per il ringiovanimento riconosciuto a livello globale. La SENS Research Foundation ha, nel corso degli anni, creato gruppi di ricerca, attirato ricercatori chiave, condiviso risultati e strumenti verso la creazione di tale settore.

Project|21 prende di mire tre ostacoli:

1) la difficolta' nel convertire studi promettenti in solidi candidati per investimenti
2) la mancanza di opportunita' per collaborazioni dinamiche con il settore della medicina rigenerativa
3) la mancanza di chiarezza per quanto riguarda i percorsi normativi e le infrastrutture cliniche che tali tecnologie richiederanno

Per superare cio', SENS intende creare un fondo di 15 milioni di dollari per sostenere tecnologie promettenti allo stato embrionale; costruire un centro di eccellenza per programmi di ricerca collaborativi; lanciare programma teso ad rispondere alle sfide poste da normative, produzione e investimenti (il Rejuvenation Biotechnology Alliance Program).

Questo mi sembra decisamente un cambio di marcia da parte di SENS. Aubrey de Grey ha sempre avuto obiettivi molto ambiziosi, e questo mi sembra l'ottimo inizio di un progetto destinato a realizzarli.

Collegamenti

Il sito della SENS Research Foundation
Il sito di Project21

25 luglio 2016

Coltivare buchi neri


Un video di affascinanti speculazioni futurologiche: Civilizations at the End of Time: Black Hole Farming. Sul canale Youtube dell'autore (Isaac Arthur) troverete molti altri video su temi quali il Paradosso di Fermi, transumanesimo e immortalita', colonizzazione spaziale, terraforming, etc.

22 luglio 2016

Sono Aubrey de Grey: chiedimi quello che vuoi

Lampo longevista. Aubrey de Grey ha appena condotto un secondo Ask Me Anything su Reddit, insieme a Haroldo Silva, ricercatore di OncoSENS. Come al solito de Grey e' molto stimolante e nell'AMA in questione ho trovato piu' di uno spunto per futuri articoli. Al momento, purtroppo, non ho tempo per tradurre nemmeno le parti piu' interessanti, e mi limito ad un pettegolezzo troppo goloso per essere ignorato: de Grey ha confermato, con un semplice "yes", che l'idea di SENS gli venne ad un rave party presso la leggendaria discoteca di Manchester The Haçienda, nel 1991, dopo avere assunto MDMA!

Ecco la mia segnalazione del suo primo AMA, tenutosi l'estate scorsa.

20 luglio 2016

Possiamo controllare l'Intelligenza Artificiale? Nick Bostrom sul Financial Times

Nick Bostrom
Il futuro e' certamente arrivato se il Financial Times dedica un articolo alle teorie di un filosofo transumanista sui rischi dell'intelligenza artificiale...

Qualche passaggio di interesse (traduco liberamente/riassumo/commento):

Comincio con un'azzeccata descrizione dello stile oratorio di Bostrom: parla in una specie di origami verbale, piegando gli angoli del suo ragionamento con precisione, per poi rivelare le sue sorprendenti conclusioni.

Un acronimo da ricordare: HLMI (Human Level Machine Intelligence). Secondo uno sondaggio fra ricercatori del settore, citato da Bostrom nel suo Superintelligence, l'HLMI potrebbe essere raggiunto entro il 2030 (con probabilita' stimata al 10%), entro il 2050 (50%) o entro il 2100 (90%). E una volta raggiunto quel livello, un sistema in grado di automodificarsi potrebbe rapidamente superarlo - e' il concetto sottostante l'idea di singolarita' tecnologica.

Bostrom insiste di non essere contrario allo sviluppo di nuove tecnologie, contrariamente alle occasionali accuse. Non che sorprenda, da queste parti, dato che Bostrom e' uno dei fondatori del transumanesimo moderno (quello nato nei primi anni '90), ma non e' convinto che la trasparenza sia, in questo caso, sempre un bene. Il riferimento e' al concetto di OpenAI (Wikipedia), la ricerca nel settore dell'Intelligenza Artificiale con l'approccio open source. Il rischio, sostiene Bostrom, e' che i sistemi cosi' creati potrebbero non essere utilizzati solo a fin di bene...

Non che Bostrom ignori i potenziali vantaggi della creazione di una I.A. forte e benefica: "Sarebbe come se fosse Natale 365 giorni all'anno". Ma non per questo possiamo ignorare la possibilita' di ricercatori privi di scrupoli i quali potrebbero ignorare le misure di sicurezza per essere i primi a creare un HLMI, per non parlare dei malintenzionati. Non e' un caso, fa notare Bostrom, che nessuno voglia rendere open source il software di droni autonomi e letali.

Per salvare capra e cavoli, pero', c'e' una soluzione: tempo, matematica e talento. Traduzione: dobbiamo cominciare ora, e dobbiamo applicare sufficiente "talento matematico" alla ricerca di una soluzione. Al momento, non e' ancora necessario regolamentare questo settore della ricerca, ma esistono gia' alcune applicazioni di sistemi di IA nei quali l'intervento dei governi potrebbe giocare un ruolo positivo nel guidarne l'evoluzione (autoveicoli autonomi, sorveglianza, data privacy).

Grazie anche ai suoi ripetuti interventi (qui e qui un paio di esempi), il dibattito su questi temi e' ormai pubblico, ma Bostrom e' il primo a dire che dare l'allarme sui pericoli teorici non basta: e' ora di affrontare il problema in pratica. E' proprio quello che Bostrom vuole fare, tramite il Future of Humanity Institute e il Strategic Artificial Intelligence Research Centre, i due gruppi dell'Universita' di Oxford presso i quali lavora.

Fonti:

Nick Bostrom sul Financial Times: Artificial intelligence: can we control it?
Open AI
Il sito di Nick Bostrom

18 luglio 2016

Un sito futurologico tutto da esplorare. Previsioni fino al 2050.

Segnalo un sito futurologico che non conoscevo, QuantumRun, gestito da un'agenzia di consulenze USA specializzata in "previsioni strategiche sul lungo termine". E' un sito tutto da esplorare (io stesso ho appena cominciato) e molto accessibile (se l'inglese non e' un problema). Troverete tonnellate di materiale suddiviso in varie sezioni dedicate a temi diversi (trasporti, istruzione, demografia, energia, evoluzione, etc) e una serie di previsioni dal 2017 al 2050, la Future Timeline.

16 luglio 2016

Documentario: E' possibile 'uploadare' la mente in un computer?



Per il finesettimana: un documentario della BBC sul tema del mind uploading (o whole brain emulation, come e' piu' di moda chiamarlo adesso).

15 luglio 2016

Rejuvenation Biotechnology: accessibile live!


Rejuvenation Biotechnology e' la conferenza organizzata dalla SENS Research Foundation di Aubrey de Grey. La prossima si terra' in California dal 16 al 17 agosto e per la prima volta sara' accessibile live, on-line.

Il tema di quest'anno e' molto promettente: "come portare l'industria delle biotecnologie per il ringionvanimento al prossimo livello, rispondendo a questa domanda: cosa e' necessario fare per spingere i progressi ottenuti nella medicina rigenerativa dal livello di proof-of-concept a quello di implementazione [clinica]".

Per seguire la conferenza e' necessario riempire questo modulo, sul sito della SENS.

13 luglio 2016

Dieci milioni di dollari per la ricerca anti-invecchiamento (SENS e startup)

Fermi tutti, queste sono ottime notizie longeviste! Il benefattore e' Michael Greve, un internet-imprenditore tedesco. Cinque milioni saranno donati alla SENS Research Foundation di Aubrey de Grey, nel corso di cinque anni, tramite la sua fondazione Forever Healthy. Gli altri cinque andranno a startup miranti a portare sul mercato la medicina rigenerativa e saranno investiti dalla sua azienda (Kizoo). Greve ha dichiarato che il suo obiettivo e' di sostenere SENS e di incoraggiare lo sviluppo dell'ecosistema della biotecnologie rigenerative, e che spera che il suo investimento accelerera' il progresso in quella direzione. Mike Kope, di SENS, ha dichiarato che la donazione di Greve e' il primo successo della campagna Project 21, che mira al primo test clinico per le terapie rigenerative (Rejuvenation Biotechnologies) entro il 2021.

Il comunicato stampa della SENS Research Foundation: Michael Greve Commits $10 Million. $5 Million To Be Invested in Rejuvenation Biotechnology Related Startups

Costruire il Postumano. Parte 1: Biohacking, di Alessandro Demondis

Un esempio di biohacking
Un commento ad un vecchio articolo sul tema della liberta' morfologica, ha portato alla mia attenzione un saggio che dovrebbe interessare i lettori di questo blog: Costruire il Postumano. Parte 1: Biohacking, di Alessandro Demondis.

Si tratta di una breve panoramica (16 pagine) dei vari interventi oggi possibili per chi fosse impaziente di incamminarsi sulla strada della cyborgazione.

Il tutto e' scaricabile gratuitamente su Academia.edu.

12 luglio 2016

L'invecchiamento? E' scritto nei nostri geni

Dato che l'altro giorno parlavo della scuola di pensiero biogerontologica secondo la quale l'invecchiamento e' una caratteristica programmata dall'evoluzione nei nostri geni, segnalo un sito che allora non conoscevo e che sara' utile a chi volesse approfondire: www.programmed-aging.org (English only, sorry!)

11 luglio 2016

Per sempre, per tutti: filosofia morale, crionica e la prospettiva scientifica dell'immortalita'

Mi sono appena accorto che Forever for All, di Mike Perry, e' scaricabile gratis (in formato Pdf), sul sito del libro: www.foreverforall.org/the-book

L'avevo gia' segnalato nel lontano 2003:

"Forever for all" affronta il problema-morte alla luce del nostro continuo progresso tecno-scientifico. Adottando un punto di vista materialistico della realta' e tralasciando quindi la possibilita' di soluzioni sovrannaturali, l'autore non interpreta tuttavia la morte come inevitabile o persino irreversibile e sostiene la necessita' di affrontare il problema in modo razionale. Il libro descrive la nascita del pensiero immortalista e ne descrive il rapporto con i pronosticati futuri sviluppi tecnologici. La possibilita' della resurrezione delle persone defunte attraverso la creazione di "repliche" in un remoto futuro e' presa in considerazione con un atteggiamento funzionalistico e riduzionista. Nel frattempo, l'autore sollecita maggiori sforzi di ricerca medica mirati alla conquista della morte biologica e l'adozione della crionica (o ibernazione umana) come misura gia' oggi praticabile. La forza filosofica di "Forever for all" consiste nel presentare l'immortalizzazione degli esseri umani e di altre forme di vita come un progetto capace di dare ragione morale all'esistenza e di unire l'umanita' in una causa comune.

8 luglio 2016

Letture: Risolvere il mistero dell'invecchiamento

In arrivo il 14 giugno: Cracking the Aging Code, di Josh Mitteldorf e Dorion Sagan.

Josh Mitteldorf gestisce un blog (Aging Matters) che e' da tempo una delle mie fonti di informazioni longeviste piu' apprezzate ed e' un proponente di una delle due principali scuole di pensiero nel settore della biogerontologia, o meglio, nel settore della ricerca mirata alla 'cura' dell'invecchiamento.

Da una parte abbiamo quella capeggiata da Aubrey de Grey e dalla sua SENS Research Foundation, secondo i quali, semplificando, l'invecchiamento e' causato dal logorio causato, a livello cellulare, dal passare del tempo. Il rimedio, quindi, sarebbe riparare le lesioni causate dalle normali attivita' metaboliche del nostro organismo, lesioni ormai ben conosciute e studiate, e distinte in sette categorie diverse - qui su Wikipedia (inglese), e qui in italiano (vedi "2.3.2 I sette volti dell’invecchiamento").

L'altra scuola di pensiero, quella alla quale appartiene Josh Mitteldorf, sostiene invece che l'invecchiamento sia programmato dall'evoluzione nei nostri geni. Dall'introduzione al libro (vedi sotto per il link): "La nostra autodistruzione è prevista quanto lo è il nostro sviluppo in età infantile o il nostro sviluppo sessuale durante la pubertà. Crescita, pubertà e invecchiamento si dispiegano secondo un programma insito nei segmenti di regolamentazione del nostro DNA." Tale approccio, inevitabilmente, mette in discussione l'idea del "gene egoista", e mi sembra rimanga, almeno al momento, controversa. Ovviamente, i sostenitori di questa teoria prediligono un approccio genico alle terapie anti-invecchiamento e sperano che sia un approccio relativamente piu' semplice di quello intrapreso da de Grey e altri. Sempre dall'introduzione: "L'invecchiamento sembra essere causato da un programma genetico esplicito. Conseguentemente, la scienza medica dovrà affrontare le malattie tipiche della vecchiaia con un approccio diverso. Non possiamo usare 'medicina naturale.' Non possiamo aiutare il corpo a guarire, perché il corpo non sta cercando di guarire, sta cercando di distruggere se stesso. Invece, dobbiamo decodificare i segnali che attivano l'autodistruzione e sostituirli artificialmente con i segnali della vitalità ripica della gioventu'."

Quale dei due approcci e' quello giusto? Quale dei due ha piu' probabilita' di successo? Passeranno molti anni, temo, prima di avere una risposta. E quella risposta potrebbe essere 'entrambi' (dato che non mi sembra si escludano completamente a vicenda) o 'nessuno dei due'... Nel frattempo, possiamo solo sperare che la ricerca continui in entrambe le direzioni.

Dal sito dell'editore (MacMillan):

Un rivoluzionario studio del perche' invecchiamo, di cosa significa per la nostra salute, e di come potremmo combatterlo. In Cracking the Aging Code, il biologo teoretico Josh Mitteldorf e
il premiato scrittore e filosofo ecologico Dorion Sagan, rivelano come evoluzione e invecchiamento siano ancor piu' complessi di quanto pensassimo.

Utilizzando meticolosa scienza multidisciplinare e riesaminando la storia della nostra comprensione dell'evoluzione, questo libro sostiene che l'invecchiamento non è qualcosa che semplicemente succede, né è il risultato del logorio al quale l'organismo e' quotidianamente sottoposto, o di una fatalità genetica. Piuttosto, l'invecchiamento ha un affascinante scopo evolutivo: quello di stabilizzare le popolazioni e gli ecosistemi, i quali sono costantemente minacciati da oscillazioni cicliche che possono portare all'estinzione.

Quando una popolazione cresce troppo velocemente può mettersi a rischio di estinzione. Il ruolo evolutivo dell''invecchiamento è di regolare la nostra crescita in modo sostenibile e prevenire una crisi ecologica di fame, predazione, inquinamento, o infezione.

Questa nuova e dinamica comprensione dell'invecchiamento è provocatoria, avvincente e pionieristica, e sarà una sfida per il nostro modo di intendere l'invecchiamento, la morte, e cio' che ci rende umani.

Leggi l'introduzione a Cracking the Aging Code, sul sito dell'editore.

Su Amazon.it: Cracking the Aging Code: The New Science of Growing Old - And What It Means for Staying Young 

7 luglio 2016

10 tabelle illustrano come le cose vadano meglio di quanto si pensi

Segnalazione lampo-ottimista: Peter Diamandis illustra come il mondo stia andando nella direzione giusta (su SingularityHub), con dieci statistiche sui livelli di poverta' assoluta, lavoro infantile, % di reddito spesa per l'alimentazione, mortalita' infantile, diffusione del verme della Guinea, gravidanze fra teen-agers (USA), omicidi (in Europa Occidentale), crimini violenti (USA), anni spesi a scuola/universita', alfabetizzazione.

6 luglio 2016

Millennium Project Workshop sul futuro della tecnologia e del lavoro, Milano, 11 luglio 2016

Segnalo un evento della Singularity University a Milano:

Millennium Project Workshop sul futuro della tecnologia e del lavoro. Avviare lo sviluppo di strategie nazionali a lungo termine (2050) per indirizzare le future dinamiche lavorative/tecnologiche
I partecipanti, divisi in cinque gruppi, stenderanno contributi da includere nel rapporto globale del Millennium Project.

QUANDO: Lunedì 11 luglio 2016 dalle 09:30 alle 16:00
DOVE: Ars et Inventio - Via Cerva 25, 20122 Milano

I biglietti sono su EventBrite.it (15 euro).

4 luglio 2016

Human by design



Deus Ex e' un videogioco, ma non e' solo un videogioco, dato che 
"si confronta con l'etica del transumanesimo" (Wikipedia) in un mondo in cui il potenziamento umano e la cyborgazione sono una realta' quotidiana. 

Spesso, le campagne pubblicatarie per il videogioco sembrano le campagne pubblicitarie che il movimento transumanista dovrebbe organizzare, se ne avesse la capacita'... Non a caso ne parliamo frequentemente (qui, qui e qui).

Ora, pero', il mondo fantastico dei videogiochi esonda nel mondo reale: per il lancio di Deus Ex: Manking Divided, e' stata organizzata una conferenza (New York, 3 agosto 2016) su potenziamento umano e dintorni.

Il sito dell'evento contiene vari video e vale la pena spenderci qualche minuto: humanxdesign.com. Fra gli altri: quello su un rifugiato siriano a Berlino che ha perso una gamba in un'esplosione; quello di un ragazzo paralizzato che prova un esoscheletro, e quello che presenta la conferenza (anche su Vimeo).

La conferenza e' divisa in tre sessioni (traduco liberamente):

1) Potenziamento umano: un diritto umano? Come renderlo accessibile a tutti?
2) Elettivo o terapeutico? Chi decidera' quali procedure siano legittime, il dottore o l'individuo?
3) Il futuro: quali progressi medici vedremo nei prossimi dieci anni?

Fra i partecipanti, noto alcune vecchie conoscenze: Natasha Vita-More, Steve Mann e Zoltan Istvan.

E a quanto pare, la conferenza sara' trasmessa live su Twitch.

Il comunicato stampa, con tutti i dettagli della conferenza (Pdf).

1 luglio 2016

Addio a Alvin Toffler, autore di Future Shock

Segnalo che, all'eta' di 87 anni, e' morto il futurologo Alvin Toffler.

Autore di Future Shock, che ai tempi fu un best-seller internazionale, Toffler popolarizzo' il concetto di futurologia e introdusse quello di "choc del futuro", definito come lo stato psicologico di un individuo o di un'intera societa' di fronte a "troppi cambiamenti, troppo rapidamente".

In Future Shock, pubblicato nel 1970, Toffler arriva alla conclusione che la convergenza di scienza, capitale e telecomunicazioni, stava cominciando a produrre cambiamenti tali da poter dar vita ad un nuovo tipo di societa'. Fra le altre cose, predisse accuratamente l'impatto di tutto cio' su famiglia, cultura, democrazia ed economia, nonche' la clonazione, la diffusione del computer, l'invenzione di internet, della televisione via cavo e del telelavoro.

Qualche tempo fa avevo acquistato una copia usata del suo Future Shock, da qualche parte online, ma non l'ho mai finito, forse in quanto ormai datato e il leggerlo oggi mi sembra piu' che altro un esercizio di retrofuturismo. Forse questa triste notizia mi spingera' a riprenderne la lettura...


Fonti e collegamenti

La pagina di it.wikipedia dedicata a Toffler

Il sito della Toffler Associates

Lo choc del futuro, su Amazon.it

La notizia, sul New York Time: Alvin Toffler, Author of ‘Future Shock,’ Dies at 87

Un vecchio articolo, su Estropico.com, sul tema del future shock: I livelli di "future-shock" di Eliezer S. Yudkowsky.

30 giugno 2016

107 premi Nobel accusano Greenpeace

Da HuffingtonPost: "Secondo gli scienziati, Greenpeace avrebbe portato avanti campagne aggressive, sabotando il lavoro di centinaia di ricercatori. Avrebbe dunque, come si legge nella lettera, "supportato la distruzione criminale di progetti di ricerca approvati e di sperimentazioni sul campo". "Quante persone povere nel mondo devono morire prima che questo venga considerato 'crimine contro l'umanità'?", si domandano gli esperti nello scritto [...] La lettera si inserisce nell'ambito della campagna "Support Precision Agriculture", organizzata da Philip Sharp, vincitore nel 1993 del premio Nobel in Fisiologia, e da Richard Roberts del New England Biolabs. "Siamo scienziati - afferma Roberts -. Capiamo la logica della scienza. E quello che Greenpeace sta facendo è dannoso e va contro la scienza. Greenpeace, proprio come altri suoi 'alleati', ha deliberatamente spaventato le persone. È stata tutta una strategia per raccogliere soldi per le loro cause".

Dal Washington Post: Piu' di cento vincitori del premio Nobel hanno firmato una lettera sollecitando Greenpeace a porre fine alla sua opposizione agli OGM. La lettera chiede di porre fine agli sforzi di Greenpeace contro l'introduzione di tipo di riso OGM che potrebbe migliorare le diete carenti di vitamina A, carenza che causa cecita' e mortalita' infantile nei paesi in via di sviluppo (il Golden Rice, o Riso Dorato).

La lettera dei 107 premi Nobel, sul sito Supportprecisionagriculture.org: Laureates Letter Supporting Precision Agriculture (GMOs)

Huffington Post: Ogm, 107 scienziati e premi Nobel scrivono una lettera a Greenpeace: "Smetta di opporsi senza prove scientifiche"

The Washington Post: 107 Nobel laureates sign letter blasting Greenpeace over GMOs

Il dilemma etico delle vetture autoguidate


Te ne stai andando in giro nella tua vettura autoguidata nuova di zecca, leggendoti un libro e felice di non doverti stressare alla guida. All'improvviso ti trovi davanti quattro pedoni, proprio in mezzo alla strada. Dato che la tua auto e' programmata per minimizzare il numero di vittime negli incidenti stradali, e dato che non c'e' tempo per frenare, decide di andare a sbattere contro un palo, uccidendoti, dato che cosi' facendo sacrifica una vita umana per salvarne quattro...

Questo e' il dilemma etico delle autovetture autoguidanti.

Su Science troverete uno studio secondo il quale il pubblico approva l'idea di minimizzare le vittime degli incidenti stradali anche, nelle situazioni piu' estreme, con i metodi dell'esempio qui sopra, ma solo in principio: la maggior parte non comprerebbe un'autovettura che fosse cosi' programmata...